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La città vista dalle api

La città vista dalle api
Emanuele Galluccio

La domenica mattina Emanuele prende la metropolitana e va verso San Siro. Ma non per una partita. Ad aspettarlo ci sono migliaia di api. Sì, avete capito bene.
Emanuele Galluccio lavora in Sella Personal Credit dal 2008, dove oggi è Sales & Business Strategist. Da qualche anno, accanto al suo lavoro, coltiva una passione nata quasi per caso: l’apicoltura. Tutto è cominciato da un annuncio sentito alla radio mentre era in macchina. Un corso di apicoltura a Milano, la curiosità di capire qualcosa in più e una decisione presa senza troppe aspettative.
«Non avevo in mente di diventare apicoltore, ero semplicemente curioso di comprendere meglio la vita delle api e il funzionamento di un alveare.»
Quella curiosità, però, è rimasta. Dopo il corso è arrivato il primo nucleo: circa 15.000 api, più o meno mezza famiglia. E da lì è iniziato un percorso che continua ancora oggi.

Imparare prima di tutto a osservare
Il primo incontro ravvicinato con un alveare non è stato esattamente rilassante.
«Ricordo molto bene la prima volta che ho visto aprire un’arnia: trovarmi davanti a migliaia di api mi ha messo un po’ di timore.»
Con il tempo, quel timore ha lasciato spazio a un modo diverso di stare davanti all’alveare: avvicinarsi con calma, osservare prima di intervenire, fare movimenti misurati. Un’attenzione che Emanuele conserva ancora oggi ogni volta che apre un’arnia. 
Le sue api si trovano in un apiario nella zona di San Siro. È lì che, generalmente la domenica mattina, controlla le famiglie, verifica che abbiano abbastanza risorse e interviene quando serve per proteggerle da parassiti o da altri fattori che possono indebolirle.
«Per me è un po’ come prendersi cura di un unico essere vivente, un superorganismo formato da migliaia di api.»
Ci sono periodi dell’anno che richiedono particolare attenzione, soprattutto prima e dopo l’inverno. E anche il miele, in questa storia, viene dopo: si raccoglie soltanto quando le api ne hanno prodotto più di quanto occorra loro per stare bene.

Guardare Milano con occhi diversi
Avvicinarsi al mondo delle api ha cambiato anche il modo in cui Emanuele osserva la città. Parchi, giardini condominiali, balconi: luoghi apparentemente ordinari diventano tappe di un percorso invisibile fatto di fiori, nettare e impollinazione.
«Prima non ci facevo caso; oggi mi sorprendo a riconoscere le piante che visitano e a seguire il loro percorso. Quando vedo un’ape sul balcone, mi domando dove possa trovarsi la sua famiglia.»
Anche in una grande città, infatti, il lavoro degli impollinatori è continuamente intorno a noi. Il loro passaggio permette l’impollinazione di molte specie vegetali e contribuisce al funzionamento degli ecosistemi che abitiamo ogni giorno. E osservare così da vicino le api significa anche accorgersi più facilmente di ciò che cambia nell’ambiente.

Quando cambiano le stagioni
Caldo intenso, periodi di siccità, piogge improvvise. Negli anni Emanuele ha imparato a vedere quanto l’andamento delle stagioni possa incidere direttamente sulla vita di una famiglia di api.
Una primavera anticipata, ad esempio, può far partire le fioriture quando la colonia non è ancora sufficientemente attiva. Una grandinata può invece compromettere una fonte di nettare proprio nel momento in cui sarebbe più preziosa.
«Per le api significa trovare meno nettare e polline quando ne hanno bisogno. Per me significa osservare con ancora più attenzione l’andamento della stagione, controllare le scorte di miele e lo stato generale di salute della famiglia.»
Piccoli cambiamenti che, visti da vicino, diventano enormi.

Un mondo che continua a sorprendere
E poi c’è tutto quello che succede dentro l’alveare. A Emanuele continua ad affascinare soprattutto la capacità della colonia di autoregolarsi. La regina ha un ruolo fondamentale, ma la famiglia non dipende soltanto da lei: quando la sua presenza si indebolisce, le api sono in grado di reagire, allevando una nuova regina e mettendo in atto comportamenti che garantiscono la continuità della colonia.
Ma forse uno dei fenomeni più sorprendenti riguarda le bottinatrici: quando una di loro trova una fonte particolarmente ricca di nettare, torna nell’alveare e comunica alle altre dove si trova attraverso una sorta di danza.
«Pensare che una serie di movimenti possa aiutare decine di api a orientarsi, tra l’altro al buio, continua a sembrarmi straordinario.»

Dalle difficoltà al primo miele
Prendersi cura di un alveare significa anche fare i conti con momenti difficili. Il più duro, per Emanuele, è stato trovare una famiglia che non aveva superato un inverno particolarmente rigido.
All’altro estremo c’è invece il ricordo del primo miele: aprire il bocchettone dello smielatore e vederlo finalmente scorrere. Il risultato visibile di mesi di osservazione, cura e attesa.
E poi ci sono gli imprevisti. Come quella volta in cui uno sciame si è posato sulle transenne dello stadio San Siro poco prima di una partita. Emanuele e gli altri apicoltori lo hanno recuperato davanti agli occhi increduli dei tifosi. Alla fine, oltre alle api, sono arrivati anche due biglietti per entrare allo stadio.

Guardarsi intorno un po’ di più
Proteggere api e altri impollinatori, però, non è qualcosa che riguarda soltanto gli apicoltori. Si può cominciare da ciò che abbiamo vicino: scegliere piante adatte al territorio e con fioriture distribuite durante l’anno, lasciare qualche spazio verde più spontaneo, evitare l’utilizzo di pesticidi.
E poi c’è il miele. Scegliere quello prodotto dagli apicoltori locali significa, secondo Emanuele, sostenere concretamente chi si prende cura delle api e allo stesso tempo valorizzare il territorio.
Forse è proprio questo uno degli insegnamenti più interessanti che arriva da un alveare: iniziare a osservare ciò che abbiamo intorno con un po’ più di attenzione. Perché anche in mezzo alla città, spesso senza accorgercene, migliaia di piccoli voli continuano a tenere insieme una parte fondamentale dell’ambiente in cui viviamo. E forse basta fermarsi un attimo a guardarli per ricordarci quanto siamo parte dello stesso equilibrio.

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