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Il fintech che genera valore per le persone

Il fintech che genera valore per le persone
Giovanni Caccavello, Community Manager di Fintech District

Sostenibilità, inclusione, welfare, accesso ai servizi finanziari. Se fino a qualche anno fa questi temi venivano spesso considerati ambiti separati dal business, oggi stanno diventando una componente sempre più integrata dell'innovazione finanziaria. È quanto emerge dall'ultima fotografia realizzata da Fintech District sul fenomeno del Fintech4Good, che negli ultimi tre anni è cresciuto del 60% all'interno della Community.
Ne parliamo con Giovanni Caccavello, Community Manager di Fintech District, che ci racconta come sta evolvendo il settore e quale contributo può offrire alla società.

Un osservatorio privilegiato sul fintech
Entrato in Fintech District poco più di un anno e mezzo fa, Giovanni si occupa dello sviluppo e della gestione della Community, che oggi conta oltre 300 realtà fintech e techfin. Un ruolo che lo porta a confrontarsi quotidianamente con startup, scaleup, aziende consolidate, investitori, corporate e istituzioni. «Il mio lavoro consiste nel mantenere un dialogo costante con le aziende che fanno parte dell'ecosistema, comprenderne bisogni ed evoluzione e favorire opportunità di incontro e collaborazione», racconta.
Un'attività che va ben oltre il networking. Grazie al contatto diretto con le aziende e alla capacità di leggere i trend emergenti, Fintech District è diventato negli anni un vero e proprio osservatorio sull'innovazione finanziaria. Nato nel 2017 per favorire la crescita dell'ecosistema fintech italiano, oggi rappresenta uno dei principali punti di riferimento del settore. «Siamo una piattaforma di open innovation, ma anche un luogo di ascolto, analisi e interpretazione del mercato», spiega Giovanni.

Una community costruita sulla collaborazione
Uno degli elementi che colpiscono maggiormente osservando Fintech District è la varietà delle realtà che ne fanno parte. Startup in fase iniziale convivono con aziende già consolidate, operatori italiani dialogano con player internazionali e modelli di business molto diversi si incontrano all'interno dello stesso ecosistema. Per Giovanni è proprio questa eterogeneità a rappresentare il valore più grande della Community: «Abbiamo la possibilità di osservare il fintech da prospettive diverse e capire come stia evolvendo non solo come industria, ma anche come infrastruttura al servizio di imprese, persone e territori.»
A fare la differenza, però, non è soltanto la varietà. È soprattutto la disponibilità alla collaborazione. Molte aziende entrano nella Community per trovare partner, confrontarsi con altri operatori, sviluppare nuove iniziative e creare opportunità di business comuni. Ed è proprio da questo dialogo continuo che è nato il progetto Fintech4Good.

Ma che cos'è il Fintech4Good?
Per Fintech4Good si intendono tutte quelle realtà che utilizzano tecnologia, dati e servizi finanziari per generare un impatto positivo in ambiti come sostenibilità ambientale, inclusione sociale e finanziaria, welfare, educazione finanziaria, governance e accesso al capitale. Un tema che Fintech District osserva da tempo e che negli ultimi anni ha mostrato una forte accelerazione: «Nel 2023 avevamo già realizzato una prima mappatura. Oggi abbiamo voluto aggiornare quell'analisi, concentrandoci sulle aziende della nostra Community e distinguendo tra chi ha il Fintech4Good al centro del proprio modello di business e chi integra questi aspetti all'interno di prodotti e servizi specifici.»
Il risultato è una fotografia che conta oggi 49 realtà Fintech4Good, con una crescita di circa il 60% rispetto a tre anni fa. Ma, come sottolinea Giovanni, il dato più interessante non è quello quantitativo: «Il cambiamento più importante è strutturale: sostenibilità, inclusione e governance stanno diventando componenti sempre più centrali dell'innovazione fintech.»

Molto più che sostenibilità ambientale
Quando si parla di Fintech4Good si pensa spesso esclusivamente alla “green finance” o sostenibilità ambientale. In realtà il fenomeno è molto più ampio. Il climate fintech continua certamente a giocare un ruolo importante, con soluzioni che aiutano imprese e persone a misurare emissioni, finanziare progetti sostenibili o gestire rischi climatici. 
Tuttavia, accanto a questo ambito stanno crescendo nuove aree di innovazione come quella degli ESG data: «Si tratta di strumenti che consentono a banche, imprese e investitori di raccogliere e utilizzare informazioni ambientali, sociali e di governance in modo sempre più strutturato”. Un'altra, invece,riguarda l'inclusione sociale e finanziaria: “accesso al credito, bonus pubblici, strumenti di pagamento, educazione finanziaria e opportunità economiche per persone e imprese che spesso incontrano maggiori ostacoli nell'accesso ai servizi”. Stanno inoltre emergendo con forza temi come il welfare e il benessere finanziario, “dove la tecnologia aiuta a migliorare la sicurezza economica delle persone, l'accesso ai benefit e la gestione consapevole delle proprie risorse”

Tecnologia e impatto: esempi concreti
Per Giovanni uno degli aspetti più interessanti della mappatura è la varietà delle esperienze presenti all'interno della Community. «Ci sono realtà che lavorano sul cambiamento dei comportamenti e sulla sostenibilità ambientale, altre che aiutano imprese e organizzazioni a misurare il proprio impatto ESG, altre ancora che integrano dati climatici nei servizi finanziari rendendo più visibili gli effetti delle scelte quotidiane. In parallelo, esistono soluzioni che semplificano l'accesso a bonus e agevolazioni pubbliche, favoriscono l'educazione finanziaria o contribuiscono all'inclusione economica a livello internazionale.»
Esperienze molto diverse tra loro, accomunate però da un obiettivo condiviso: utilizzare l'innovazione per generare benefici concreti per persone, imprese e comunità.

Uno sguardo al futuroGuardando ai prossimi anni, Giovanni immagina un'evoluzione in cui il Fintech4Good diventerà una componente sempre più trasversale del settore. «Vedremo sempre più fintech integrare sostenibilità, inclusione, welfare e governance nei propri prodotti, indipendentemente dal fatto che queste dimensioni siano o meno il loro core business.»
I temi destinati a crescere maggiormente saranno quelli legati alla misurazione dell'impatto, all'inclusione finanziaria e alla finanza alternativa, con strumenti sempre più capaci di indirizzare risorse verso imprese, startup, territori e progetti di transizione. La vera sfida sarà però trasformare questi concetti in risultati concreti e misurabili: «Il Fintech4Good dovrà dimostrare sempre più la propria capacità di generare impatto reale, attraverso dati, evidenze e casi d'uso concreti.»

Innovazione e inclusione possono crescere insieme
Se c'è un messaggio che emerge con forza dall'esperienza di Fintech District è che innovazione, sostenibilità e crescita non sono obiettivi in contrapposizione. Per Giovanni, il contributo più importante che il fintech potrà offrire nei prossimi anni sarà rendere più semplici, accessibili e inclusive attività che incidono direttamente sulla vita delle persone: dai pagamenti al credito, dal risparmio alle assicurazioni, fino all'accesso a opportunità economiche e strumenti di welfare. «Il vero potenziale del Fintech4Good è dimostrare che innovazione, redditività, sostenibilità e inclusione non sono dimensioni separate, ma possono rafforzarsi a vicenda.»
Un'evoluzione che va oltre la tecnologia e che punta a costruire un ecosistema finanziario sempre più aperto, consapevole e vicino ai bisogni reali delle persone.
 

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