Stories
Persone & Lavoro

Dalle radici alla visione: cinque parole per raccontare il futuro

Dalle radici alla visione: cinque parole per raccontare il futuro
Luigi Mosca e Fabrizio Gremmo

L’Archivio Storico del Gruppo Sella è un luogo in cui passato e futuro dialogano ogni giorno. Qui documenti, immagini e memorie d’impresa diventano strumenti per comprendere chi siamo e verso dove stiamo andando. Con il progetto nazionale “A scuola d’Impresa”, l’Archivio ha scelto di aprirsi ancora di più ai giovani, trasformando il patrimonio storico in un’occasione di confronto, creatività e orientamento. A guidare questo percorso sono Fabrizio Gremmo e Luigi Mosca, che ci hanno raccontato com’è nato “Parole e immagini tra storia e futuro”, perché le cinque parole chiave del progetto parlano anche delle sfide contemporanee e quali insegnamenti siano emersi osservando l’impresa attraverso gli occhi degli studenti. All’iniziativa hanno partecipato due classi quarte del Liceo Scientifico Avogadro di Biella, che hanno aderito al percorso valido per i crediti di alternanza scuola-lavoro, avviando un dialogo aperto tra studenti, impresa e territorio.

Partiamo dalle basi: raccontateci di voi, qual è il vostro ruolo e di cosa vi occupate all’interno dell’Archivio Storico?
Siamo Fabrizio Gremmo e Gigi Mosca, referenti dell’Ufficio Storico di Banca Sella Holding. Il nostro compito è implementare, conservare e valorizzare l’Archivio Storico del Gruppo Sella. L’intero progetto nasce da una visione del dott. Maurizio Sella che, nel 2014, ha dato vita all’“Archivio Storico” per raccogliere, preservare e valorizzare il passato del gruppo bancario a partire dalla Gaudenzio Sella & C.i. Una volta strutturato l’Archivio come luogo fisico di conservazione, il progetto è diventato Ufficio Storico, ampliando la sua missione: non solo raccogliere e catalogare, ma soprattutto condividere la nostra memoria, dentro e fuori l’azienda.

Se doveste spiegare a uno studente cos’è l’Archivio Storico, da dove partireste?
Partiremmo da un’immagine semplice e immediata: le radici di una pianta. Una pianta, proprio come un’impresa, è un organismo complesso, e nelle sue radici conserva tutta la propria memoria. Se la tagli, ricrescerà uguale grazie a quelle radici; se il clima cambia, crescerà adattandosi, ma sempre a partire da ciò che è.
Un Archivio custodisce documenti, fotografie, libri e oggetti: un patrimonio prezioso per conoscere la propria storia e condividerla con il territorio – soprattutto con i più giovani. La nostra è la storia di un’impresa che ha sempre affondato le proprie radici nel territorio e lavorato con e per esso.

Che cosa rappresenta il progetto “A scuola d’Impresa”? 
“A scuola d’Impresa. L’Italia nei nostri musei e archivi d’impresa” è un percorso di Orientamento e PCTO (Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento) rivolto agli studenti del triennio delle scuole superiori. L’iniziativa, sviluppata da Museimpresa insieme alla sua rete di archivi e musei, tra cui il nostro, con LIUC Heritage Hub e l’Archivio del cinema industriale e della comunicazione d’impresa, ha l’obiettivo di diffondere la conoscenza della storia dell’impresa italiana e dei suoi valori. Per noi rappresenta un’opportunità preziosa: avvicinarci ai giovani, confrontarci con il loro modo di interpretare il mondo e il territorio, arricchirci del loro punto di vista. Per questo abbiamo aderito fin da subito con grande entusiasmo.

L’idea del project work “Parole e immagini tra storia e futuro”: da cosa nasce?
Nei tre anni di partecipazione è maturata l’idea che sarebbe stato più interessante non porre al centro dell’attenzione l’Azienda come soggetto, ma dare maggior spazio ai giovani, stimolarli per ottenere non un prodotto bensì un loro pensiero, stimolare il loro reale punto di vista, anche per poterne trarre noi stessi un insegnamento. Il valore per l’azienda sta nel conoscersi e farsi conoscere, confrontandosi e lavorando insieme per obiettivi comuni.

Quest’anno c’è stato un cambio di prospettiva…
Sì: abbiamo smesso di chiedere ai ragazzi di creare qualcosa di “utile all’azienda” e abbiamo iniziato a far sì che fosse l’azienda a creare qualcosa di “utile a loro”. L’obiettivo era dar loro veramente voce, anche attraverso le immagini. Abbiamo proposto cinque parole chiave, invitandoli a costruire mappe concettuali e a tradurre quei significati in fotografie. L’idea di realizzare una mostra finale li ha ulteriormente motivati, rendendoli protagonisti di un percorso costruito insieme.

Le cinque parole chiave: come le avete scelte?
Oggi più che mai, grandi temi sociali ed economici si condensano in parole che ascoltiamo quotidianamente. Con gli studenti abbiamo lavorato su: Inclusività, Sostenibilità, Innovazione, Tradizione, Territorio. Dal punto di vista dell’Archivio, abbiamo proposto un percorso che intreccia storia, valori e futuro. Conoscendo il passato e osservando le sfide contemporanee, abbiamo riconosciuto connessioni profonde da rileggere alla luce dell’attualità. Le cinque parole richiamano temi centrali: ambiente, accoglienza, incontro tra culture, intelligenza artificiale, valore delle risorse materiali e immateriali, radicamento locale come opportunità e non come limite. Sono temi a cui i giovani sono particolarmente sensibili e che anche le imprese devono saper affrontare.

C’è un momento, una foto o una parola emersa dalle mappe che vi ha colpito?
Ci ha colpito soprattutto la capacità dei ragazzi di sviluppare i temi in modo molto più ricco e articolato del previsto, e la loro consapevolezza dell’interconnessione tra questi temi, il mondo delle imprese, cui attribuiscono una grande responsabilità e la loro vita quotidiana.

Guardando al futuro: come immaginate le prossime edizioni?
Tra i partner del progetto c’è l’università LIUC, capofila dell’iniziativa. Anche per loro il confronto con studenti e imprese, quando libero da vincoli e formalismi, è un’occasione di crescita. Viviamo in un mondo segnato da fragilità e tensioni, e ogni anno, alla fine del progetto, si apre un confronto tra imprese, giovani e docenti-tutor. Da queste riflessioni nascono nuove idee che permettono al progetto di rinnovarsi, adattandosi ai cambiamenti. L’obiettivo resta quello di stimolare contatti e riflessioni tra studenti e imprese. Anche noi siamo curiosi di vedere che forma prenderanno le prossime edizioni: continueremo certamente a partecipare con disponibilità e interesse.
 

Share and participate to the discussion

L’idea del project work “Parole e immagini tra storia e futuro”: da cosa nasce?
Nei tre anni di partecipazione è maturata l’idea che sarebbe stato più interessante non porre al centro dell’attenzione l’Azienda come soggetto, ma dare maggior spazio ai giovani, stimolarli per ottenere non un prodotto bensì un loro pensiero, stimolare il loro reale punto di vista, anche per poterne trarre noi stessi un insegnamento. Il valore per l’azienda sta nel conoscersi e farsi conoscere, confrontandosi e lavorando insieme per obiettivi comuni.

Quest’anno c’è stato un cambio di prospettiva…
Sì: abbiamo smesso di chiedere ai ragazzi di creare qualcosa di “utile all’azienda” e abbiamo iniziato a far sì che fosse l’azienda a creare qualcosa di “utile a loro”. L’obiettivo era dar loro veramente voce, anche attraverso le immagini. Abbiamo proposto cinque parole chiave, invitandoli a costruire mappe concettuali e a tradurre quei significati in fotografie. L’idea di realizzare una mostra finale li ha ulteriormente motivati, rendendoli protagonisti di un percorso costruito insieme.

Le cinque parole chiave: come le avete scelte?
Oggi più che mai, grandi temi sociali ed economici si condensano in parole che ascoltiamo quotidianamente. Con gli studenti abbiamo lavorato su: Inclusività, Sostenibilità, Innovazione, Tradizione, Territorio. Dal punto di vista dell’Archivio, abbiamo proposto un percorso che intreccia storia, valori e futuro. Conoscendo il passato e osservando le sfide contemporanee, abbiamo riconosciuto connessioni profonde da rileggere alla luce dell’attualità. Le cinque parole richiamano temi centrali: ambiente, accoglienza, incontro tra culture, intelligenza artificiale, valore delle risorse materiali e immateriali, radicamento locale come opportunità e non come limite. Sono temi a cui i giovani sono particolarmente sensibili e che anche le imprese devono saper affrontare.

C’è un momento, una foto o una parola emersa dalle mappe che vi ha colpito?
Ci ha colpito soprattutto la capacità dei ragazzi di sviluppare i temi in modo molto più ricco e articolato del previsto, e la loro consapevolezza dell’interconnessione tra questi temi, il mondo delle imprese, cui attribuiscono una grande responsabilità e la loro vita quotidiana.

Guardando al futuro: come immaginate le prossime edizioni?
Tra i partner del progetto c’è l’università LIUC, capofila dell’iniziativa. Anche per loro il confronto con studenti e imprese, quando libero da vincoli e formalismi, è un’occasione di crescita. Viviamo in un mondo segnato da fragilità e tensioni, e ogni anno, alla fine del progetto, si apre un confronto tra imprese, giovani e docenti-tutor. Da queste riflessioni nascono nuove idee che permettono al progetto di rinnovarsi, adattandosi ai cambiamenti. L’obiettivo resta quello di stimolare contatti e riflessioni tra studenti e imprese. Anche noi siamo curiosi di vedere che forma prenderanno le prossime edizioni: continueremo certamente a partecipare con disponibilità e interesse.

Immagine 0
Immagine 1
Immagine 2