Aurora Picco, taglia per prima il traguardo di Just The Woman I Am. «Vi racconto la mia corsa oltre il mio limite»
«Quando inizi a sentire la stanchezza e lungo la strada migliaia di persone ti incoraggiano, in quel preciso momento trovi energie che non pensavi di avere. In fondo correre non è un’esperienza in solitaria, ma una grande sfida che coinvolge tutti. E tutto questo è bellissimo». Aurora Picco racconta così il momento in cui ha capito che quella non sarebbe stata una corsa come le altre. Classe 1997, originaria di Pinerolo, da settembre 2024 lavora nel gruppo Sella, precisamente nell’ufficio legale di Banca Patrimoni Sella & C. a Torino. Laureata in Giurisprudenza all’Università di Torino, dopo un’esperienza in uno studio legale ha scelto il percorso in azienda. Oggi fa parte di un team di cinque persone con sede nello storico Palazzo Bricherasio.
Pronti, partenza, via
Domenica 8 marzo – giornata simbolica perché si celebra nel mondo la Giornata Internazionale della Donna – ha tagliato il traguardo davanti a migliaia di partecipanti iscritti alla Just The Woman I Am, la grande corsa-camminata solidale che ogni anno attraversa la città per sostenere la ricerca universitaria sul cancro (per saperne di più sempre su Sela Insights naviga l’altro pezzo) Numeri da record: cinque chilometri nel cuore di Torino per oltre 35.000 donazioni singole per altrettanti partecipanti. Un fiume di persone che si muove insieme tra sport, prevenzione e solidarietà. In mezzo a quella energia collettiva, Aurora ha trovato il ritmo giusto. «Siamo partiti molto forte. Dopo poco ho capito che ero davanti e lungo il percorso le persone me lo dicevano. In quel momento ho cercato di mantenere la concentrazione e continuare a spingere».
Alzare l’asticella
Lo sport per Aurora non è una parentesi, ma un filo rosso continuo che attraversa i suoi anni. «Fino a qualche tempo fa facevo atletica, correvo i 400 metri. Oggi continuo ad allenarmi per passione: palestra, corsa, movimento fanno parte della mia vita». Alla gara si è preparata insieme a un collega che ha partecipato all’evento. «Ci tenevo moltissimo a questa corsa. Non solo per la competizione, ma per quello che rappresenta: una corsa dedicata alle donne e alla ricerca», racconta Aurora Picco. La vittoria arriva dopo un percorso fatto di impegno e costanza. L’anno scorso era arrivata terza. Quest’anno il salto in avanti. «La preparazione conta tantissimo. È una questione fisica ma anche mentale. Quando hai voglia di fare bene e di spingerti oltre i tuoi limiti, trovi sempre le energie per farlo», dice questa giovane professionista che tiene assieme rigore giuridico e passione sportiva. E ora guarda già alla prossima sfida. Anche perché certe corse non finiscono al traguardo. Anzi, cominciano proprio lì. «Adesso proverò ad alzare ancora una volta l’asticella». Avanti tutta Aurora, facciamo il tifo per te.