L'Opinione
16:15, 06 lug 2021

Essere 'innovatori sociali' vuol dire dare risposte alle domande delle persone

Marco Palmieri
Marco Palmieri
Responsabile Relazioni Esterne e Reputation Management gruppo Sella
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Una vista dall'alto della sede del gruppo Sella a Biella
Una vista dall'alto della sede del gruppo Sella a Biella

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In questi giorni un podcast d'autore in 5 episodi intitolato "Il futuro, che storia" sta raccontando come 450 anni di vicende imprenditoriali, valori e insegnamenti stratificati nel tempo sono confluiti in una visione aperta, innovativa, solida e sostenibile del futuro. Una storia - quella in cui fonda le radici il gruppo Sella - da "innovatori sociali". 

Ed è proprio questa la definizione che un'analisi sulla reputazione delle aziende del settore bancario e assicurativo attribuisce a quelle che si sono collocate nel quadrante migliore - tra le quali appunto il gruppo Sella - la cui reputazione nell'opinione pubblica è cresciuta maggiormente in questo tempo segnato dall'emergenza della pandemia. 

Quali fattori hanno favorito questa crescita e questo buon giudizio? Due in particolare. Le aziende di questo quadrante, infatti, di fronte all'emergenza e alle trasformazioni che essa ha accelerato, hanno assunto un ruolo nuovo, basato su due temi chiave: il supporto al Paese e l'innovazione tecnologica come leva distintiva e di impatto positivo sostenibile.

Stando all'indagine basata sulle rilevazioni RepTrack, anticipate nei giorni scorsi da una riflessione dell'Economia del Corriere della Sera, dunque, il gruppo Sella si è collocato proprio in questo quadrante. Più complessivamente, peraltro, dall'analisi emerge che il settore finanziario nel suo insieme nei mesi successivi allo scoppio della pandemia ha fatto registrare una crescita del giudizio dell'opinione pubblica abbastanza sostenuta, a conferma di una buona partecipazione a un impegno collettivo forse senza precedenti, di fronte a un evento così straordinario e inatteso, che è stato riconosciuto e apprezzato dai cittadini. 

Ma diverse realtà nel percepito dell'opinione pubblica si sono "fermate" negli altri tre quadranti dell'analisi: le "presenze storiche", aziende molto conosciute ma che non hanno ancora individuato la chiave per lavorare su un loro specifico posizionamento; i "challenger", simili agli innovatori sociali ma senza lo stesso livello di maturità e riconoscimento; i "Tuners", aziende ancora impegnate a riadattare il proprio modello al nuovo contesto.

Ciò che ha favorito la collocazione nella posizione migliore, nel sentire dell'opinione pubblica, è stato soprattutto il fatto che le aziende hanno rivisto i propri schemi con una forte accelerazione della trasformazione digitale, un aumento significativo degli investimenti sul benessere dei dipendenti, una serie di iniziative di carattere territoriale e una spinta verso i temi Esg.

Per il gruppo Sella questa è storia. Storia di tutti i giorni. È, cioè, una propensione naturale, che come racconta il podcast prodotto da Piano P viene da molto lontano, e che spesso ha portato ad essere precursori e a fare da apripista a innovazioni che poi hanno avuto larga diffusione e ampio impatto. 

Ma ciò che conta e che aggiunge valore alla storia è una esigenza imprenditoriale che muove tutta la storia: dare risposte efficaci alle domande dei clienti, se necessario anche rivedendo e rivoluzionando i propri modelli di business, perché è questa la prospettiva migliore - si può dire anche l'unica - per far vivere le aziende nel lungo periodo.