Scenari
11:20, 05 apr 2022

Open Finance e modello di piattaforma guidano l'evoluzione del settore finanziario

Condividi
Getty Images
Getty Images

Il paradigma Open Finance rappresenta la principale evoluzione (se non la vera e propria rivoluzione) del settore finanziario. È quanto evidenzia oltre l'80% degli intervistati nelle conclusioni dell'indagine realizzata da Fabrick, illimity e The European House - Ambrosetti per fotografare lo status reale del concreto processo di cambiamento imposto da Open Banking e Open Finance (scarica qui il report integrale)

La ricerca lanciata nei mesi scorsi si focalizzava sulla collaborazione tra attori per lo sviluppo di nuovi paradigmi dell'industria finanziaria e ha coinvolto complessivamente 650 attori tra oltre 30 primari attori bancari, fintech, imprese e start up nazionali e internazionali. L'analisi partiva dall'assunto che che in un'epoca di straordinaria trasformazione, in cui l'elemento innovazione è la discriminante per la competitività, la finanza non può sottrarsi, deve anzi diventare essa stessa un ecosistema votato a questo. Così oggi, per rispondere alle esigenze di un utente evoluto in cerca di servizi digitali e personalizzati, una realtà finanziaria deve poter offrire ai propri clienti molto di più di quanto possibile con le risorse di cui dispone: per farlo ha bisogno di entrare a far parte di un ecosistema abilitato da una piattaforma. La cooperazione con altri soggetti, anche apparentemente molto distanti in termini di catena del valore, si conferma la risposta per essere competitivi in uno scenario in continua evoluzione. La piattaforma consente concretamente di superare i silos esistenti e di espandere le basi dati integrando soluzioni differenti.

Grazie all'aggregazione di dati e alla collaborazione tra player che offrono soluzioni diverse, anche in settori differenti, è possibile ottenere nuove esperienze e servizi/prodotti ad alto valore aggiunto. Non a caso, lo ricordiamo, il 43% delle Fintech intervistate si vede come parte integrante di un ecosistema di piattaforma nei prossimi tre anni.
 

In particolare, il modello dell'Embedded Finance che abilità player non-finanziari a integrare nella propria offerta servizi finanziari per creare nuovi modelli di business, in un ambito fortemente regolamentato e a elevata intensità tecnologica, permette di gestire in maniera diversa i tre principali elementi alla base della creazione di nuove offerte di valore: conoscenza, interazione, identità. Tra gli elementi che l'indagine evidenzia come necessari: gli Open Data, per seguire, intercettare e anticipare tendenze rilevanti.

L'indagine ha inoltre evidenziato che gli ecosistemi a livello UE hanno visto nascere 19 unicorni Fintech, con una valutazione complessiva di 101,8 miliardi di dollari. E l'ecosistema italiano, in particolare, può contare sulla crescita di Milano come principale hub d'innovazione del Paese anche in ambito Fintech, occupando il 61° posto nel ranking mondiale delle città Fintech (prima italiana). Milano ospita oltre 10mila imprese finanziarie con 70mila occupati ed ha la leadership a livello nazionale per numero di startup e PMI innovative (2.688, pari al 19,2% del totale nel Paese). Alla crescita dell'hub d'innovazione milanese contribuiscono incubatori, acceleratori e distretti di primo livello come Fintech District, l'Hub innovazione di Banca d'Italia, l'acceleratore Fin+Tech lanciato da Cassa Depositi e Prestiti insieme ad altri attori protagonisti del settore.

Un'attività di ascolto diretto - che tra gli altri ha coinvolto anche ItaliaOnSite, Bene Assicurazioni, Moneyfarm, Faire.ai, CashDirector, Lokky, Directa.it, Credimi, Prestiamoci, Crea Assicurazioni, Net Insurance, Reale Group - ha permesso di identificare sei benefici chiave, ottenuti dalle aziende grazie all'adozione del paradigma Open Finance: efficienza ed efficacia, immediatezza, migliore gestione della multicanalità, personalizzazione, certezza e compliance, sviluppo di nuovi modelli di business e allargamento delle basi clienti dei prodotti finanziari.

Ad esempio, gli attori hanno sfruttato le soluzioni Open Finance per migliorare la gestione di bonifici in ingresso e uscita da parte dei clienti, ottenendo una riduzione dei costi di transazione del 90% con benefici anche in termini di compliance. In altri casi, l'accesso a soluzioni smart per la riconciliazione di operazioni ha permesso di ottenere vantaggi di costo pari all'80%. L'adozione di soluzioni Open Finance per velocizzare l'esecuzione degli ordini di trading ha permesso di ridurre a poco più di 10 minuti la disponibilità delle risorse sul conto trading dopo la ricezione del bonifico - in tal senso, è evidente il miglioramento rispetto alle 24 ore necessarie prima di questo nuovo servizio.

"La rivoluzione in atto, che non coinvolge più solo il mondo dell'Open Banking ma anche quello dei pagamenti e di altri servizi finanziari, è andata ben oltre quanto era stato auspicato con l'introduzione della PSD2 - ha sottolineato Paolo Zaccardi, CEO di Fabrick -. L'apertura del mercato a nuovi player e il conseguente aumento della competizione ha alzato il livello di qualità dei servizi offerti a vantaggio dei clienti finali che possono fruire di servizi digitali, immediati e più convenienti con una customer experience fortemente personalizzata. Nuovi modelli di business, quali l'Embedded Finance e il Banking-as-a-Service, sono ormai affermati e società di qualunque settore possono integrare nella propria offerta servizi finanziari. Il modello di piattaforma aperta rappresenta la chiave per creare valore e rimanere competitivi, facilitando la co-creazione di prodotti e servizi. In Fabrick abbiamo costruito attorno alla nostra piattaforma Open Finance un ecosistema aperto per portare valore ad ogni società, banca o Fintech che scelga di cogliere questa opportunità".