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Open Innovation

"Open", la parola chiave per la trasformazione degli ecosistemi finanziari

'Open', la parola chiave per la trasformazione degli ecosistemi finanziari
Getty Images

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L'Open Finance è pronto ad avviare un periodo di consolidamento e crescita: le stime prevedono diventerà uno dei segmenti dominanti del mondo finanziario con un valore al 2026, secondo le stime di Allied Market Research, pari a 43 miliardi di dollari nel 2026 ed un CAGR del 24%. La rivoluzione innescata dalla normativa europea PSD2 oggi non coinvolge più solo il mondo delle banche ma anche player di altre industry. Si stanno così affermando nuovi modelli di business basati sulla collaborazione, dinamiche che nel 2022 porteranno un numero sempre maggiore di realtà che non hanno i servizi finanziari nel proprio core business ad implementare progetti in questo ambito.

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Una fotografia sullo status reale del processo di cambiamento è stata scattata grazie ad un importante lavoro di ricerca promosso da Fabrick, la realtà del gruppo Sella che opera a livello internazionale per promuovere l'Open Finance, insieme a illimity e a The European House - Ambrosetti. L'indagine "Come il paradigma "open" sta trasformando gli ecosistemi finanziari", strutturata in 3 diversi capitoli, ha coinvolto complessivamente 630 attori nazionali ed internazionali tra banche, fintech, imprese e start up.

Le evidenze presentate nel primo capitolo, dedicato alle dinamiche nate dalla collaborazione tra incumbent e fintech per identificare le logiche di creazione di valore e i modelli operativi, confermano il ruolo centrale dei nuovi operatori nei processi di innovazione dei diversi player e la validità delle dinamiche di co-operazione e co-creazione, win win per tutti gli attori. Dalla survey - che grazie anche alla collaborazione con Fintech District ha coinvolto anche 227 realtà fintech di cui 91 italiani e 136 internazionali - emerge la centralità del modello di piattaforma per lo sviluppo ecosistemico dell'industria finanziaria. Permettendo lo scambio di dati continuo e bidirezionale tra tutti gli attori di mercato, rende possibile lo sviluppo di prodotti con esperienze cliente innovative e fortemente differenzianti e abilita la combinazione di diversi modelli di collaborazione, di competizione e di apertura. 

Gli attori bancari, attraverso il modello Banking-as-a-Platform avranno la possibilità di diventare sempre più piattaforme abilitanti per lo sviluppo di nuovi servizi innovativi, Fintech e Neobank avranno la possibilità di introdurre sul mercato prodotti e servizi basati su tecnologie di frontiera, andando a stimolare ulteriormente l'innovazione e la competitività del mercato e gli attori non-finanziari (imprese e startup), attraverso il modello dell'Embedded Finance, svilupperanno dei nuovi servizi al fine di offrire ai propri clienti una customer experience sempre più integrata.

"Per gli incumbent è vitale realizzare collaborazioni con le fintech per lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi in grado di garantire al cliente finale un'esperienza fluida e personalizzata, elemento che sempre più determinerà la loro competitività sul mercato - ha detto Paolo Zaccardi, CEO di Fabrick - In questo contesto si conferma centrale il modello di piattaforma che concretamente permette questo tipo di contaminazione e co-creazione. Banking as a service ed embedded finance si confermano approcci chiave per cogliere le opportunità dell'Open Finance, specialmente se realizzati all'interno di un ecosistema finanziario aperto che abbia come elemento fondante una piattaforma. Questo è il modello in cui abbiamo sempre creduto".

Le principali evidenze dell'indagine

Il 46% delle Fintech opera sulla base dell'innovazione di prodotto come elemento distintivo della propria offerta, mentre il 39% punta su nuove dinamiche di customer experience. Per la quasi totalità - il 74% - le strategie di sviluppo si fondano sui principi della Data Economy sfruttando fonti dati non-PSD2.

Il 100% di queste ritiene fondamentale per il proprio business creare partnership con altri attori e, infatti, il 70% ha già attuato o intende attuare forme di integrazione di prodotti/servizi di terzi, considerando le partnership chiave per migliorare l'efficacia commerciale (secondo il 32%). 

Nei prossimi 3 anni, ben il 43% delle Fintech si vede come parte integrante di un ecosistema di piattaforma.

L'importanza del tema della collaborazione si riflette anche nelle risposte raccolte tra le banche incumbent che per il 48% afferma di riconoscere nella collaborazione con le Fintech la possibilità di disporre di soluzioni innovative e per ben il 52% riconosce loro la capacità di sviluppo di tecnologie disruptive fondamentali per l'innovazione di prodotto. Il 57% ha pertanto valutato che l'offerta delle Fintech consente loro di ottenere sensibili vantaggi nelle strutture di costo e il 25% ci vede anche la possibilità di una maggiore attrattività dei servizi. 

Interessanti anche le evidenze dell'indagine condotta sul segmento delle Neobank per le quali le partnership/integrazioni con le Fintech rappresentano per ben il 44% l'opportunità di crescere, riducendo secondo il 31% il Time-to-Market.

Le Fintech risultano infine centrali nelle strategie di sviluppo anche per le imprese, che per l'81% le ritiene fondamentali per integrare nella propria offerta il concetto di Embedded Finance, nonché - naturalmente - per le Startup, che per l'87% affermano di voler integrare prodotti finanziari collaborando con Fintech per sviluppare soluzioni customizzate (42%) e creare ecosistemi di innovazione (37%).