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Open Innovation

Maggiore collaborazione, sostenibilità e AI: l'evoluzione dell’ecosistema fintech nella fotografia del Fintech District

La community raggiunge 310 aziende: nel 2025 sono state attivate oltre 150 connessioni all’interno del network e sono stati raccolti 622 milioni di euro. Crescono Fintech4Good (51, +37%) e l’adozione dell’AI (42%). Nel 2026 focus su orchestrazione: Embedded finance e “Super app” (stima globale di 127,1 miliardi di dollari nel 2025 e di 861,9 entro il 2035; CAGR 21,1%).
Maggiore collaborazione, sostenibilità e AI: il Fintech District fotografa l'evoluzione dell’ecosistema fintech
iStock / Getty Images Plus

Il 2025 per l’ecosistema fintech italiano è stato un anno di consolidamento e caratterizzato da un crescente orientamento alla collaborazione tra attori diversi.
Fintech District - la Community internazionale di riferimento per l’ecosistema Fintech e Techfin in Italia che oggi conta 310 aziende – grazie al suo punto di osservazione in grado di cogliere i trend del settore, ha rilevato dati interessanti in questo senso: nel corso dell’anno sono state attivate oltre 150 connessioni tra matchmaking fintech–corporate e intro tra aziende della Community, mentre i capitali raccolti dai membri del Fintech District hanno raggiunto €622 milioni. 

Osservando più da vicino le realtà che compongono la Community, emerge che il 30% è composto da aziende internazionali che operano nel mercato italiano.

Crescono, invece, le realtà “Fintech4Good” - ovvero aziende che hanno un forte orientamento verso sostenibilità e soluzioni in ambito ESG, creando un collegamento diretto tra finanza e benefici sociali e ambientali concreti – che salgono a 51 sul totale della Community facendo registrare un incremento del +37% rispetto all’anno precedente.
Dato che riflette un’evoluzione ben precisa: la sostenibilità non può più essere considerata solamente compliance o reporting, ma diventa componente di prodotto (misurazione impatti, inclusione finanziaria, soluzioni ESG-native). 
Analizzando questo segmento emerge come il 5,1% vede il proprio core business focalizzato su soluzioni in ambito ESG, mentre l’11,4% ha almeno una soluzione di questo tipo nella propria offerta.
Guardando, invece, ai settori in cui operano, sono così suddivise: TechFin (32%), Payments (13%), Lending (13%), Crowdfunding (11%), Insurtech (9%).

Non solo attenzione alla sostenibilità, anche l’AI si conferma un elemento sempre più strategico per il business. 
La sua adozione sta passando dalla fase di sperimentazione a quella di industrializzazione: il 18% di aziende nasce AI-native, mentre il 42% implementa componenti di AI in prodotti e processi. I segnali più forti arrivano dai segmenti dove l’automazione incrocia vincoli regolamentari e gestione del rischio (es. Regtech) o personalizzazione dell’offerta (WealthTech e Insurtech). 
Segnali positivi arrivano anche dall’estero, con le aziende straniere intenzionate a entrare nel nostro mercato, confermando l’Italia come un Paese in grado di attrarre nuove realtà.
Sono, infatti, 30 le aziende che nell’anno appena concluso hanno aderito al Soft Landing Program –sviluppato da Fintech District insieme a Milano&Partners per fornire tutto il supporto necessario durante i primi step di ingresso – portando, dal suo lancio a oggi, a un totale di 280 realtà provenienti da diversi Paesi (principalmente da USA, UK, Francia, Canada). Un dato, questo, che riflette un interesse concreto per il mercato italiano e per percorsi di ingresso strutturati. 

È in questo contesto di scenario in costante evoluzione che, anche nel 2025, il Fintech District, in collaborazione con l’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, ha realizzato l’Italian Fintech Map, la “guida” che offre una panoramica strutturata sulle fintech e techfin censite in Italia e sulle principali aziende europee con matrice italiana, includendo anche player globali presenti sul mercato domestico attraverso la community.

Cosa attendersi nel 2026
Nel 2026 l’Embedded finance continuerà a spostare il baricentro: i servizi finanziari diventano capability “componibili” che i settori non-finance integrano nei propri journey (pagamenti, assicurazioni, credito) per aumentare i livelli di conversione e retention. 
Le stime globali indicano una crescita significativa del mercato — da circa 113 miliardi di dollari nel 2024 a circa 237 miliardi nel 2029, con un CAGR intorno al 16% (MarketsandMarkets) — ma il valore reale non risiede nel volume: è nella capacità di orchestrare per settore, caso d’uso e contesto, tenendo insieme tre fattori decisivi: integrazione tecnica, gestione del rischio e della compliance e qualità dell’esperienza utente. 

Con oltre 150 connessioni realizzate all’interno della Community Fintech District nel 2025, anche nell’anno appena iniziato la collaborazione si conferma come uno dei principali driver per la crescita e l’innovazione dell’intero ecosistema. 
Una contaminazione sempre più trasversale che coinvolge fintech, startup e corporate che sembra rispondere alle richieste del mercato sempre più orientate verso soluzioni che offrono servizi integrati.
I player digitali, infatti, stanno evolvendo verso piattaforme che integrano più servizi (pagamenti, gestione del denaro, investimenti, assicurazioni e servizi a valore) per offrire agli utenti un’esperienza completa sempre più fluida e contestuale all’interno di un’unica “super app”.
In questo senso, la capacità di orchestrare un ecosistema di servizi e offrire esperienze semplici, immediate e sicure rappresenta il terreno in cui si giocherà la competizione per un mercato, quello delle super app, che nel 2025 è stato stimato in $127,1 miliardi a livello globale e si prevede che raggiungerà $861,9 miliardi entro il 2035, registrando un tasso di crescita annuale composto (CAGR) del 21,1% nel periodo di previsione
 

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