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Next - Voci dal futuro | Un parallelismo con le nazioni digitali per spiegare la Blockchain

Settima puntata della rubrica Next - Voci dal futuro. Un viaggio nel mondo dell'innovazione. In questo nuovo post Filippo Chiricozzi, Area Innovation di Banca Sella, paragona gli ecosistemi blockchain a delle vere e proprie nazioni digitali
Next  - Voci dal futuro | Un parallelismo con le nazioni digitali per spiegare la Blockchain
Un negozio in Polonia che accetta pagamenti in criptovalute (Jaap Arriens/NurPhoto via Getty Images)
FIlippo Chiricozzi

Area Innovation - Banca Sella

Pensare alla blockchain come a una tecnologia dalle diverse opportunità non è sempre facile. Mentre i suoi benefici sono piuttosto chiari a chi ci interagisce (tecnico o non tecnico che sia), a chi ne rimane distante può venire meno il quadro più ampio delle possibilità e possono prevalere invece tutti quegli aspetti più puramente economici.

Negli episodi precedenti di Next - che trovate nella sezione dedicata di Sella Insights - abbiamo visto alcuni elementi chiave della tecnologia figlia delle Distributed Ledger Technologies come la possibilità di gestire transazioni senza la necessità di un ente centrale oppure gli incentivi economici forniti ai nodi validatori della blockchain che garantiscono che non venga compromessa da chi, ogni giorno, permette di mantenerla attiva. Un sistema di governance distribuito e proporzionale al contributo dato alla blockchain stessa.

Proprio per questo credo che uno dei modi più corretti per spiegare gli ecosistemi blockchain, e l'impatto da essi generato, sia paragonarli ciascuno a una nazione digitale diversa (come suggerisce la lettura del libro di Balaji Srinivasan, The Network State. Proviamo quindi a fare i primi paragoni, partendo da chi per primo ha dato adito al mondo della blockchain e delle criptovalute.

Il Bitcoin lo possiamo immaginare come il padre fondatore di questa rivoluzione, 
superando il modello di trust portato avanti da Internet e creando una struttura peer-to-peer e senza confini territoriali. Il Bitcoin ha fatto strada a nuove tecnologie blockchain, permettendogli di esplorare questo mondo e renderlo più strutturato, programmabile e aperto a più opportunità.
Tra i nuovi esploratori c'è sicuramente Ethereum che, più di tutti, ci permette di parlare di nazioni digitali. E il perché è abbastanza semplice. Immaginate di andare ad un grande mercato digitale, dove poter avere accesso a un enorme set di possibilità che vi permettono di:

  • Comprare il diritto di proprietà su una terra o scambiarlo tramite una transazione sicura e averlo nel vostro wallet digitale sul telefono;
  • Comprare spada, scudo ed elmetto per giocare al nuovo gioco di ruolo online, dove i 3 elementi si modificheranno man mano che il vostro personaggio crescerà;
  • Comprare l'abbonamento al vostro servizio di food delivery preferito, con cui riceverete ogni settimana una cassetta da 30 kg di prodotti. Per il fatto che sarete i primi a comprare questo abbonamento, vi verrà dato, per sempre, il diritto a ricevere anche due cassette di acqua gratis ad ogni consegna;
  • Costruire una azienda che in maniera automatizzata permetta di costruire nuovi prodotti o servizi, distribuendo automaticamente i ricavi generati;
  • Creare società completamente distribuite, non solo in remoto, dove le decisioni vengono prese su base orizzontale e non solo verticale, e dove il potere è distribuito completamente in maniera democratica.

 

 

Per pagare userete solo strumenti digitali, pagando nella moneta locale ovvero gli ETH. In alcuni casi, però, deciderete di cominciare una trattativa con la controparte, e allora farete delle offerte che potranno essere accettate o riceverete una controfferta. Le offerte le farete in wETH (wrapped Ethereum) e, per poterli ottenere, andrete in un istituto che vi permetterà di cambiare una moneta in un'altra, ovvero un protocollo DeFi. Ovviamente dovrete pagare una piccola tassa di cambio, che saranno le gas fee della blockchain per scrivere la transazione sulla chain. Vi suona già sentita come cosa, no?

Ora però immaginate che tutto quello che avete visto nel vostro mondo vi piaccia, ma mai quanto un altro mondo, E allora vorrete andare lì e comprare quello che vi viene offerto, ma il nostro nuovo mondo si chiamerà Solana. Allora avrete bisogno di cambiare i vostri ETH nella valuta locale, SOL, e lo farete tramite un altro sistema di cambio offerto dalla finanza decentralizzata.

In ogni nazione però c'è bisogno di persone che la costruiscano e qui entrano in gioco gli sviluppatori, i più operativi, quelli che mettono le mani in pasta per costruire strutture e infrastrutture del mondo in cui abitiamo. 
Alcune blockchain sono ben abitate e vedono costruzioni continue, come su Ethereum, mentre altre sono delle cattedrali nel deserto, con pochi sviluppatori che costruiscono tanti prodotti poco utilizzati.

Come in ogni nazione, gli abitanti possono decidere di fruire di prodotti e servizi offerti da aziende, e lo faranno interagendo gli smart contract messi a disposizione: a volte saranno ben pensati e volti a fornire esattamente il prodotto o servizio richiesto, altre volte saranno malevoli e volti a truffare le persone, offrendo un servizio che non esiste.

Il paragone tra Blockchain e nazione digitale potrebbe non essere preciso al 100%, e sono certo che i massimalisti saranno contrari, ma per capire alcuni passaggi è fondamentale semplificare concetti a volte troppo tecnici e (apparentemente) complessi.

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