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Nelle imprese la leadership femminile guida continuità, sostenibilità e miglioramento dei processi

La ricerca di Banca Sella, realizzata dalla LIUC – Università Cattaneo in collaborazione con AIDAF, ha coinvolto 74 donne ai vertici di imprese familiari distribuite su tutto il territorio nazionale e attive in diversi settori. Dall’analisi delle caratteristiche distintive, emerge anche il modello “EVA” basato su alcuni tratti comuni della leadership femminile, ossia Empatia, Visione e Autenticità
Nelle imprese familiari la leadership femminile guida continuità, sostenibilità e miglioramento dei processi
iStock / Getty Images Plus

Guidano le imprese con la missione di continuare la tradizione familiare, trasmettendo valori e spirito imprenditoriale di generazione in generazione, incidono sulle performance economico-finanziarie ma anche su quelle ambientali, sociali e di governance, contribuiscono al miglioramento dei processi aziendali, grazie ad uno stile basato su empatia, visione e autenticità. È questo il ritratto delle donne leader nelle imprese familiari italiane che emerge dalla ricerca di Banca Sella realizzata dalla LIUC – Università Cattaneo in collaborazione con AIDAF (Associazione Italiana delle Aziende Familiari).

All’indagine hanno partecipato complessivamente 74 donne che ricoprono il ruolo di Amministratore Delegato o Chief Executive Officer (CEO) all’interno di aziende familiari distribuite su tutto il territorio nazionale e attive in diversi settori.

Gli obiettivi
La ricerca, condotta dal team del Family Business Lab (Fabula) della LIUC, ha il duplice obiettivo di identificare, da un lato, le principali leve della loro crescita professionale e i benefici generati dalla loro leadership nelle rispettive organizzazioni; dall’altro analizzare le caratteristiche distintive e i percorsi delle donne ai vertici delle imprese familiari, evidenziandone i tratti comuni.

La raccolta dei dati è avvenuta attraverso l’impiego di una scala numerica da 1 a 5, ideata allo scopo di consentire alle partecipanti di esprimere una valutazione sintetica sull’importanza dei diversi elementi analizzati.

I driver dell’ascesa verso la leadership
Una sezione centrale dello studio quantitativo è stata dedicata all’analisi del percorso verso la leadership, con particolare attenzione ai principali fattori che hanno portato le CEO rispondenti a entrare nell’azienda impresa di famiglia e ad assumere ruoli di crescente responsabilità.

Da questo punto di vista, i risultati evidenziano la possibilità di continuare la tradizione familiare e trasmettere valori e spirito imprenditoriale di generazione in generazione (4,39), di contribuire a orientare e influenzare il futuro dell'azienda (4,27) e di aiutare gli altri attraverso il proprio lavoro e l'attività dell'impresa di famiglia (4,07). Si evince dunque che al centro della scelta ci sia una logica di continuità intergenerazionale e di custodia del patrimonio valoriale dell’impresa familiare, piuttosto che motivazioni di natura esclusivamente individuale. In altre parole, il “futuro” dell’impresa emerge come elemento ricorrente e centrale nella narrazione delle traiettorie di leadership delle donne intervistate.

I benefici della leadership femminile
Relativamente agli effetti della leadership femminile su diverse dimensioni di performance, la ricerca di Banca Sella, LIUC – Università Cattaneo e AIDAF rivela un contributo positivo in numerosi ambiti, da quello economico alla sostenibilità (ambientale, sociale e di governance) fino a quello dell’imprenditorialità.

Sul piano economico-finanziario, si registra un miglioramento dei risultati aziendali sia in termini di fatturato (3,46) sia di redditività (3,57). Sul piano imprenditoriale, i risultati evidenziano come il contributo delle CEO si esprima in modo incrementale attraverso il miglioramento dei processi esistenti (3,85), il rafforzamento della competitività e della resilienza aziendale (3,84), lo stimolo alla cultura dell’innovazione e della sperimentazione (3,76) oltre al miglioramento dell’agilità e della capacità dell’impresa di adattarsi a cambiamenti di mercato (3,75).

Tuttavia, è soprattutto sulle tre dimensioni ESG che le partecipanti ritengono di avere inciso maggiormente. In particolare, per quanto riguarda l’impegno dell’azienda nella sostenibilità ambientale, le CEO affermano che i benefici principali della leadership femminile risiedono nell’adozione di policy per la tutela dell’ambiente (3,74), nella promozione di iniziative di sensibilizzazione ambientale rivolte alla comunità di riferimento e agli stakeholder (3,72), nella miglior gestione dei rifiuti e dell’utilizzo di materiali riciclabili o provenienti da fonti rinnovabili (3,57).

In termini di governance, i principali benefici riguardano il miglioramento della comunicazione e delle pratiche di reporting (3,96), lo sviluppo e il consolidamento di codici etici e di condotta (3,91), cui si affianca un impegno crescente verso una maggiore rappresentanza femminile nei principali organi di governo dell’impresa, favorendo così l’accesso di altre donne ai ruoli apicali (3,87). 

Ma è nella sostenibilità sociale che si nota il maggiore impatto della leadership femminile: i risultati evidenziano come principale beneficio il miglioramento delle condizioni di lavoro e la creazione di un ambiente lavorativo più coeso (4,19), seguito dal miglioramento della reputazione e dell'immagine etica dell'azienda (4,15) e dallo sviluppo di piani di welfare aziendale (4,06). 

Lo studio qualitativo e il modello di leadership “EVA”
È stato inoltre condotto uno studio qualitativo in cui si approfondiscono nove realtà guidate da CEO donne di successo, non necessariamente appartenenti alla famiglia proprietaria: Axet Facility (Mariateresa Silvestri, Milano), Donnafugata (Josè Rallo, Trapani), Feltrinelli (Alessandra Carra, Milano), Green Oleo (Beatrice Buzzella, Cremona), Grendi (Costanza Musso, Genova), Irinox (Katia Da Ros, Treviso), Pasta Cuomo (Amelia Cuomo, Gragnano), Ponti (Lara Ponti, Novara) e Timeswapp (Ludovica Busnach, Milano).

Dall’analisi emergono alcuni elementi ricorrenti, nonostante i diversi percorsi di leadership, categorizzabili in tre caratteristiche: Empatia, Visione e Autenticità. L’integrazione di questi tre elementi ha portato allo sviluppo al modello “EVA”, un modo di essere leader che racchiude, in un acronimo della femminilità, l’essenza della leadership femminile di successo nelle imprese familiari.

L’Empatia costituisce il primo pilastro fondamentale del modello e consiste nella capacità della leader di comprendere e valorizzare le persone attraverso la cura, l’inclusione e la condivisione. La Visione rappresenta il secondo elemento, riferito all’attitudine della leader ad avere uno sguardo di lungo termine, coraggio e determinazione, trasferendo a tutti il senso della missione. Il modello si fonda, infine, sull’Autenticità che implica il saper conoscere e gestire sé stessi prima di guidare gli altri, con la necessaria attenzione agli aspetti fisiologici e psicologici, al bilanciamento vita-lavoro e all’integrità personale. 

La ricerca di Banca Sella realizzata con LIUC – Università Cattaneo e AIDAF si inserisce nel percorso dell’iniziativa “Voglio una Borsa Rosa”, avviata nel 2025 e dedicata all’educazione finanziaria, che quest’anno si arricchisce di un nuovo capitolo con il lancio di un roadshow nazionale finalizzato a promuovere sui territori un confronto sulla leadership femminile nelle imprese familiari italiane.
Dopo l’incontro inaugurale del 6 maggio presso la LIUC – Università Cattaneo di Castellanza (Varese) e quello di Cuneo l’11 maggio, seguiranno altri due appuntamenti a Verona (il 21 maggio) e Cesena (il 28 maggio).
Ogni incontro rappresenta un’occasione di dialogo e confronto tra territori, mondo accademico, associazioni imprenditoriali e aziende, con testimonianze dirette di imprenditrici e manager che condivideranno i loro percorsi, le decisioni, le sfide affrontate e le strategie adottate per la crescita.

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