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Finanza & Investimenti

Crescita bassa e inflazione in discesa, è il tempo migliore segnato dal “soft landing” dell’economia

Scenari di mercato tra inflazione, tassi d'interesse e prospettive di crescita. «Siamo di fronte al migliore contesto che vede un ritorno di interesse dei Paesi emergenti e la Cina in un periodo di incertezze». L’analisi di Mario Romano, CEO di Sella SGR
Crescita bassa e inflazione in discesa, è il tempo migliore segnato dal “soft landing” dell’economia
La sede della New York Stock Exchange a Wall Street (Nicolas Economou / NurPhoto via Getty Images)
29 Feb 24
#mercati

Un andamento positivo per il comparto obbligazionario, altrettanto per l’azionario (anche se con approccio flessibile e attivo per affrontare adeguatamente le fasi di volatilità) e focus sui Paesi Emergenti che tornano sotto i riflettori dopo lunghi periodi di debolezza. È la sintesi della visione strategica di Sella Sgr, società di gestione del risparmio del gruppo Sella, per i mercati cui investitori e operatori finanziari guardano con attesa e interesse, tra inflazione, tassi e crescita, cercando di comprenderne l’evoluzione e prepararsi alle potenziali sfide e opportunità che potrebbero presentarsi nei prossimi mesi. 

Mario Romano, CEO di Sella SGR, si sofferma sulle principali previsioni e prospettive, considerando l’attuale contesto economico globale e le tendenze emergenti. «Quest’anno beneficia del buon andamento mostrato dai mercati finanziari negli ultimi mesi del 2023. Le ragioni del marcato recupero che ha segnato i mesi di novembre e dicembre sono da ritrovarsi nel mutato atteggiamento delle principali banche centrali e soprattutto nelle attese ottimistiche degli investitori internazionali che stimano prossimo il momento di inversione delle politiche monetarie restrittive varate a partire da metà 2022. Il rientro dagli eccessi della dinamica dei prezzi, reso possibile dalla moderazione dei consumi e dalla contrazione dei costi delle materie prime, permette di considerare il percorso verso i target di inflazione più chiaro e delineato», afferma Romano.

Quali sono le aspettative legate alla crescita?
Secondo le stime pubblicate dal Fondo Monetario Internazionale e dai principali previsori istituzionali sarà positiva, seppur con un passo più lento rispetto al 2023. Gli indicatori macroeconomici hanno mostrato un progressivo ridimensionamento della crescita segnatamente per il comparto manifatturiero; in particolare l’Europa ha subito gli effetti del rallentamento cinese con impatti sulla produzione tedesca e di riflesso sugli altri paesi dell’Eurozona. Resilienti i servizi anche se in moderazione nella seconda parte del 2023. Per il 2024 la crescita nelle principali aree resterà positiva e solo nel 2025 si assisterà ad una riaccelerazione. 

È una fase di stasi?
In realtà il rallentamento non sconfinerà in una recessione, sempre che le politiche restrittive lascino il posto a politiche di riduzione del costo del denaro e di sostegno alla crescita. Sul fronte dei dati di occupazione, nonostante il livello occupazionale continui ad essere elevato, alcuni segnali anticipatori mostrano pressioni al ribasso sia relative all’offerta sia in termini salariali. 

2024 anno elettorale: che effetti vi aspettate?
Ci aspettiamo che gli importanti appuntamenti elettorali che chiameranno alle urne oltre 70 Paesi, rappresentativi di circa il 60% del PIL mondiale, fra i quali l’elezione del nuovo Parlamento Europeo e del nuovo Presidente del Stati Uniti, potranno catalizzare l’attenzione degli analisti finanziari. Le incertezze relative agli esiti di confronti elettorali si intersecano con le tensioni geopolitiche aperte a partire dal conflitto russo-ucraino del febbraio 2022 e del conflitto israelo-palestinese riacceso dagli attacchi dei terroristi di Hamas del 7 ottobre 2023 con effetti su tutto il teatro mediorientale.   

Nella costruzione dei portafogli su cosa si potrà ancora fare leva?
Certamente sulle opportunità offerte dal mercato obbligazionario che, grazie ai tassi inferiori rispetto ai picchi raggiunti a fine ottobre 2023, presentano rendimenti in grado di remunerare gli investitori. Tutte le classi di investimento obbligazionarie potranno beneficiare dell’ulteriore riduzione dei tassi. Il mondo delle emissioni societarie, dei titoli collocati da istituzioni finanziarie, uniti ai titoli di Stato, costituisco le componenti utili all’asset allocation per il 2024. Per la quota azionaria le prospettive restano positive anche se il contributo dei settori cambierà in funzione del mutato scenario macroeconomico. Unica conferma appare essere il tema dell’intelligenza artificiale con aziende tecnologiche al centro della catena del valore di questo macrotrend.

Quali sono le sue considerazioni e prospettive riguardanti i paesi emergenti nei mercati finanziari?
Lo scenario centrale di soft landing dell’economia caratterizzato da una crescita bassa e un’inflazione in discesa, sia negli Stati Uniti che in Europa, rappresenta il contesto migliore per vedere un ritorno di interesse dei Paesi emergenti, penalizzati dalla fase di rialzo tassi e in grado di recuperare crescita economica e recupero dei mercati finanziari. La Cina continua ad attraversare un periodo di incertezze con bassi consumi, crisi immobiliare e scarsa visibilità, mentre sullo sfondo permangono le tensioni geopolitiche ed i difficili rapporti con gli Stati Uniti.

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