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Appunti d'Archivio | L’antenato del conto corrente: quel libretto del 1886 che già prefigurava la banca del futuro

Intestato a Gaudenzio Sella e alle sorelle Maria e Giuseppina, un libretto di conto corrente del 1886 conservato dall'Archivio Storico racconta la lunga evoluzione di uno dei principali strumenti dell'attività bancaria
Appunti d'Archivio | L’antenato del conto corrente: quel libretto del 1886 che già prefigurava la banca del futuro
Il libretto di conto corrente del 1886 intestato a Gaudenzio Sella e alle sorelle Maria e Giuseppina (Archivio Storico gruppo Sella)
30 Sep 26
#heritage

Il primo libretto di conto corrente
Tra le carte più significative conservate dall'Archivio Storico vi è un piccolo libretto di conto corrente datato 1886, anno di nascita della Gaudenzio Sella & Compagni, la ditta bancaria all'origine dell'attuale Gruppo Sella. Non è un libretto qualsiasi: è contrassegnato dal numero 85 e porta il nome di Gaudenzio Sella, socio accomandatario e gerente della banca, insieme alle sorelle Maria e Giuseppina.

Il libretto è sobrio e a suo modo elegante nella veste grafica e nei dettagli materiali: le pagine sono rilegate in corda e la copertina scura accoglie l’etichetta con l’insegna della banca e il nominativo degli intestatari, scritto in bella calligrafia. All’interno, sotto la sezione Avvertenze, sono riportate le condizioni applicate che ci restituiscono un'interessante fotografia dell'operatività bancaria dell'epoca. 

La banca corrisponde l’interesse del 3,5 percento annuo sulle somme depositate. La movimentazione delle somme può avvenire per assegni (chèques) che devono portare il numero del libretto. Il Correntista domiciliato fuori della città potrà operare il movimento del proprio conto per corrispondenza. In ogni caso è sempre indispensabile l’invio dell’assegno quitanziato. 

Anche gli orari sono indicati sul libretto, e indicano che la Cassa è aperta dalle 9 alle 12 ant., e dalle 13 e 30 alle 16 pom.

Piccoli dettagli che raccontano una banca già moderna, attenta a offrire ai clienti strumenti pratici e modalità operative che andavano oltre il semplice deposito di contante.
 

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Quando Gaudenzio Sella apre questo conto corrente presso la banca appena fondata, lo strumento non rappresenta una novità assoluta. Il conto corrente è infatti già riconosciuto dal diritto commerciale del tempo ed è disciplinato dal Codice di commercio italiano del 1882. Rimane però un servizio utilizzato soprattutto da commercianti, imprenditori e famiglie che svolgono un'intensa attività economica.

Uno strumento di fiducia e modernità
Alla fine dell'Ottocento il conto corrente rappresentava una delle espressioni più avanzate dell'attività bancaria. Consentiva infatti di custodire il denaro in sicurezza e di movimentarlo con operazioni registrate mediante scritture contabili, anche per corrispondenza, riducendo e superando la necessità di effettuare continui versamenti e prelievi in contanti.

Non sorprende quindi che il conto corrente compaia esplicitamente tra le attività previste nell'atto costitutivo della Gaudenzio Sella & Compagni del 1886. Tra le operazioni autorizzate figurano infatti il Ricevimento di depositi in conto corrente e a risparmio e l’Apertura di conto corrente con o senza ipoteca.

Questo elemento rivela come la nuova banca avesse colto fin dall'inizio l'importanza di uno strumento destinato a diventare centrale nello sviluppo dell'attività bancaria moderna. Eppure, la storia del conto corrente affonda le sue radici molto più indietro nel tempo.

Una storia lunga secoli 
Già tra il Trecento e il Cinquecento i banchieri italiani tenevano conti aperti ai clienti sui quali venivano registrati crediti e debiti senza la continua movimentazione materiale delle monete. Si tratta di uno dei contributi più significativi della tradizione bancaria italiana allo sviluppo della finanza europea.

La disciplina del conto corrente trovò una sistemazione più organica nel Codice di commercio del 1882, considerato il primo vero codice commerciale dell'Italia Unita. Era il punto di arrivo di un percorso iniziato con le precedenti codificazioni sabaude e, andando ancora più indietro, con la tradizione giuridica europea inaugurata dal Code de Commerce francese del 1807. Una testimonianza di come, insieme all'economia e alla banca moderna, si stessero evolvendo anche le regole destinate a governarle.

Il conto corrente moderno, destinato a diffondersi progressivamente anche tra le famiglie, si afferma tuttavia solo tra Otto e Novecento. In questa fase rimane ancora uno strumento utilizzato prevalentemente da imprese, commercianti e professionisti.
Sotto questa luce, il libretto del 1886 assume un particolare valore storico. Nasce infatti in una fase di transizione: il conto corrente è ormai riconosciuto dalla legge, ma non è ancora diventato uno strumento di uso comune. Rappresenta quindi uno dei primi esempi di quella relazione fiduciaria tra banca e cliente che caratterizzerà l'evoluzione del sistema bancario nei decenni successivi.

Quel primo libretto, compilato a mano e corredato da firme, timbri e marche da bollo, ha attraversato, evolvendosi, oltre un secolo di trasformazioni. Alla fine dell'Ottocento la gestione è interamente manuale, ma il servizio offre già possibilità innovative come l'operatività per corrispondenza e l'utilizzo degli chèques.

Nel primo Novecento si assiste a una crescente standardizzazione dei modelli contabili e all'introduzione di procedure studiate per velocizzare il servizio. Lo stesso Gaudenzio Sella introduce nella sua banca novità di processo rispetto agli standard dell’epoca. Fra i suoi appunti sulle lavorazioni contabili che osserva presso altri istituti annota: «[…] noi non facciamo così, [proprio] per ottenere maggiore speditezza nel servire il cliente».

Nel frattempo, anche il sistema postale sviluppa strumenti analoghi. Merita quindi una citazione il conto corrente postale, introdotto nel 1918 come deposito fruttifero presso gli uffici postali. Le sue origini si collegano all'opera di Quintino Sella, zio di Gaudenzio, promotore dell'istituzione delle Casse di Risparmio Postale nel 1875, quando ricopriva l'incarico di Ministro delle Finanze del giovane Regno d'Italia.

Il conto corrente diventa un servizio per tutti

 Fino agli anni Sessanta del Novecento, i conti correnti in Italia erano utilizzati soprattutto dalle aziende, mentre i privati avevano, salvo rari casi, libretti a risparmio sui quali transitava una scarsa movimentazione. Con lo sviluppo economico e sociale, divennero possibili nuove operazioni, come pagare i servizi o l'affitto tramite conto bancario o ricevere direttamente l’accredito dello stipendio, e nel corso degli anni Settanta il conto corrente compì definitivamente il passaggio da strumento utilizzato dalle imprese a servizio di uso quotidiano per una vasta clientela. Banca Sella contribuì attivamente alla sua diffusione presso il pubblico dei privati, elaborando e offrendo servizi quali gli assegni stipendio, l'accredito diretto delle retribuzioni e la Cassa Automatica Prelevamenti, installata nelle succursali e anche presso stabilimenti industriali (vedi INFOStoria Sella - N. 5 del 5/03/2020, e ancora Appunti d’Archivio – N. 5 del 29/05/2025). 

La banca, infatti, seppe intuire l’importanza dello sviluppo che il conto corrente di corrispondenza avrebbe avuto nel giro di pochi anni e che quindi fosse indispensabile inventare qualcosa di diverso rispetto alla mera corrispondenza utilizzata nei rapporti con le aziende. Fu così che Banca Sella ebbe l’idea di introdurre la stampa allo sportello del libretto promemoria del conto corrente, una soluzione innovativa che consentiva al cliente di ottenere l’aggiornamento immediato della situazione del proprio conto con tutte le movimentazioni effettuate, senza dover attendere l'invio dell'estratto conto periodico. Per la clientela privata e per i piccoli commercianti si trattava di uno strumento semplice ma utilissimo, capace di rendere verificabile da subito la gestione delle proprie entrate e uscite di denaro. Per facilitare la lettura, il libretto riportava (e ciò avviene ancora oggi con le iniziali N R) le singole operazioni compiute segnandole con l’indicazione NERO (a Vostro credito) oppure ROSSO (a Vostro debito), anziché con diciture quali DARE o AVERE, corrette sul piano tecnico ma di minor impatto per la clientela non specialistica. 

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Tutte queste innovazioni avevano un elemento in comune, che ne costituiva la premessa indispensabile: la scelta, compiuta molto precocemente da Banca Sella, di investire nella tecnologia. Prima attraverso il Centro Meccanografico, operativo già dagli anni Cinquanta; poi con il centro contabile elettronico del 1967 e la rete di terminali collegati in tempo reale dal 1973; infine con i successivi sviluppi informatici che hanno accompagnato la progressiva digitalizzazione dei servizi.

Oggi il conto corrente vive quasi senza supporti fisici. Eppure, continua a svolgere la stessa funzione essenziale di un tempo: custodire il denaro, consentire ai correntisti di disporne con semplicità e sicurezza e registrare il rapporto di fiducia tra cliente e banca.

Un simbolo di continuità
Il libretto del 1886 non è soltanto un documento d'archivio. È un ponte tra passato e futuro. Racconta la storia di una banca che ha saputo innovare senza perdere di vista il proprio ruolo originario: mettere a disposizione dei clienti strumenti sempre più efficaci per gestire il risparmio e l'attività economica.
Quel piccolo libretto custodito oggi dall'Archivio Storico rappresenta il primo capitolo di un percorso lungo centoquarant'anni: dal Biellese del 1886 alla banca digitale contemporanea, sempre nel segno della fiducia, dell'innovazione e dell'attenzione al servizio per il cliente.

 

Fonti

Documenti conservati presso Archivio Storico gruppo Sella, in particolare fondo Banca Sella, serie Gaudenzio Sella.

Bibliografia consultata disponibile in rete

  • Codice di Commercio del Regno d’Italia con la correlazione de' suoi articoli tra loro e con quelli degli altri codici e delle leggi speciali; corredato della relazione Zanardelli, della legge transitoria commerciale, del regolamento 27 dicembre 1882, di una tavola di confronto degli articoli del nuovo Codice di commercio con quelli del Codice del 1865 e d'un indice alfabetico analitico / per gli avvocati G. D'Ettore e F. Santoni-de-Sio, Roma 1883, Tipografia Elzeviriana del Ministero delle Finanze. Disponibile presso Archive.org all’indirizzo:

Codice di commercio del regno d'Italia con la correlazione de'suoi articoli tra loro e con quelli degli altri codici e delle leggi speciali; corredato della relazione Zanardelli, della legge transitoria commerciale, del regolamento 27 dicembre 1882, di una tavola di confronto degli articoli del nuovo Codice di commercio con quelli del Codice del 1865, e d'un indice alfabetico analitico : Italy. Laws, statutes, etc : Free Download, Borrow, and Streaming : Internet Archive

  • La cassaforte degli Italiani / a cura di Poste Italiane, Roma 2020, disponibile in rete all’indirizzo:

mostra-soldi-cassaforte-degli-italiani.pdf

  • Introduzione ed evoluzione del servizio postale / di Luisa Claudia Tessore, in Studio Cataldi. Quotidiano giuridico, 27 dicembre 2022, disponibile in rete all’indirizzo:

Introduzione ed evoluzione del servizio postale

Bibliografia consultata disponibile in Biblioteca gruppo Sella

  • Storia dell'ABI: l'Associazione Bancaria Italiana: 1972-1991 / di Pier Francesco Asso e Sebasatiano Nerozzi, Bancaria Editrice, Roma 2009, soprattutto a pag. 627.
  • La Banca del futuro. Una Banca sostenibile / Pietro Sella, intervento di apertura al Convegno tenutosi a Biella il 10 e 11 novembre 2006, Gruppo Banca Sella, Biella 2006, pag. 22.
  • Interviste varie a pensionati Banca Sella.