“Segni e visioni del Novecento”: al Palazzone di Biella la collezione Franco Riccardi
Dal 20 marzo al 28 giugno 2026, le sale espositive del Palazzone a Biella ospitano Collezione Franco Riccardi. Segni e visioni del Novecento, mostra promossa e organizzata dal gruppo Sella e dalla Direzione Artistica di Banca Patrimoni Sella & C. e curata da Alberto Fiz, Daniela Magnetti e Filippo Timo.
L’esposizione propone un percorso immersivo all’interno della collezione di Franco Riccardi che si distingue per la straordinaria ricchezza e qualità delle opere e per la coerenza del progetto culturale che la sottende. Espressione della personalità curiosa e determinata del suo collezionista, la raccolta è il risultato di una ricerca attenta e appassionata, guidata da un gusto raffinato e da una spiccata capacità di intercettare le principali sperimentazioni artistiche del Novecento.
Il progetto curatoriale riunisce opere riconducibili a molti degli artisti che hanno caratterizzato la storia dell’arte italiana ed europea tra gli anni Trenta e gli anni Settanta, offrendo al pubblico uno sguardo articolato su un periodo di straordinaria vitalità e di profonde trasformazioni culturali.
Organizzata in quattro sezioni tematiche, la mostra presenta dipinti, sculture e installazioni di oltre 50 artisti, di rilievo nazionale e internazionale. Un percorso che non solo illustra le tendenze artistiche dell’epoca, ma racconta il modus operandi di Franco Riccardi, che ha costruito la sua collezione con occhio attento e appassionato, percorrendo un lungo e fruttuoso viaggio attraverso storiche gallerie e prestigiose fiere d’arte internazionali.
La narrazione si apre con l’arte astratta degli anni Trenta: qui emergono l’armonia geometrica, il ritmo cromatico e le sperimentazioni ottico-percettive, ben espresse nelle opere di Soldati, Licini e Magnelli. Si prosegue con gli anni Cinquanta, un periodo in cui l’arte si libera dalla forma tradizionale per esplorare nuove possibilità espressive attraverso la forza e l’energia del segno: le opere di Burri, Kline, Tobey e Turcato ne sono testimonianza.
La terza sezione esplora gli anni Sessanta, contraddistinti da un’intensa ricerca cromatica e dall’uscita dallo spazio convenzionale del quadro, come si evidenzia nelle opere di Fontana, Albers, Manzoni e Bonalumi. La mostra si conclude con una selezione di artisti che hanno fatto dell’uso di materiali poveri, naturali e industriali, nonché dell’attenzione all’oggetto quotidiano e dell’arte come esperienza condivisa, il fulcro della loro pratica creativa: Gilardi, Merz, Pistoletto, Paolini e Christo.
Un elemento distintivo della collezione è la capacità di Franco Riccardi di riconoscere e valorizzare la storia documentata sul retro di molte delle opere in collezione. Significativo è il racconto del collezionista riguardo al suo primo incontro con Composizione su fondo rosso (1933) di Licini: “avvolto in carta da giornale, quando lo vedo il cuore mi si ferma per un attimo poi riprende il suo lavoro abituale a ritmi frenetici. È un pezzo spettacolare, venti etichette sul retro, tra cui quella mitica della mostra al Milione, un’opera imprescindibile”.
I cartigli delle storiche gallerie milanesi e internazionali, le etichette delle esposizioni e le scritte autografe sul retro delle opere testimoniano le esposizioni cui hanno preso parte, la loro storia e talvolta curiosi aneddoti. Indizi che ci portano dalla Biennale di Venezia alle più importanti gallerie d’arte nazionali e internazionali e che, per la loro importanza, sono diventati elemento deciso nella scelta dei curatori di esporre alcune opere al fronte e al retro.
Durante la fase di sviluppo e ricostruzione storica, la mostra ha beneficiato della collaborazione attiva di fondazioni, archivi ed enti preposti alla tutela e valorizzazione degli artisti presenti, che hanno messo a disposizione informazioni, dettagli e aneddoti, contribuendo all’accuratezza storico-artistica che caratterizza la collezione e il progetto culturale nel suo complesso. Inoltre, il progetto ha potuto contare sul prezioso contributo scientifico del Centro Conservazione e Restauro La Venaria Reale, che ha effettuato il restauro e una serie di analisi diagnostiche sull’opera Monochrome (1957) di Yves Klein. Alfonso Frugis, Presidente del CCR, sottolinea come “il restauro dell’arte contemporanea rappresenti da sempre un settore strategico per il Centro, chiamato a intervenire su materiali non convenzionali utilizzati già nelle prime avanguardie del Novecento. L’intervento sull’opera di Yves Klein costituisce un ulteriore e importante tassello di studio, conoscenza e salvaguardia”.
Questa esposizione arriva dopo il successo della mostra Dialoghi. Longoni, Balla, Mirò e altri maestri del Museo del Territorio Biellese che ha visto la collaborazione tra la Direzione artistica di Banca Patrimoni Sella & C. e la Città di Biella, e il contributo del gruppo Sella.
Le sale espositive di via dei Seminari si confermano, quindi, come punto di riferimento culturale per la comunità e luogo di incontro di professionalità e istituzioni: “Abbiamo scelto di investire in una sede espositiva perché siamo convinti che l’arte rappresenti un motore di crescita e di consapevolezza per la comunità”, dichiara Federico Sella, Amministratore Delegato di Banca Patrimoni Sella & C. “Con il Palazzone vogliamo offrire uno spazio aperto, capace di accogliere progetti di qualità e di favorire il dialogo tra pubblico, artisti e collezionisti. La mostra dedicata alla Collezione Franco Riccardi interpreta pienamente questa visione: un percorso che mette in luce passione, ricerca e sensibilità, contribuendo a consolidare il ruolo della nostra sede come luogo di riferimento per la cultura sul territorio”.