L’innovazione in cinque progetti
A raccontare la capacità dell'Open Innovation Center di trasformare le relazioni in risultati sono soprattutto cinque iniziative sviluppate nel biennio. Progetti differenti per pubblico, contenuti e obiettivi, accomunati dalla volontà di produrre benefici concreti e documentabili.
Il primo esempio arriva dallo Startup Bootcamp, realizzato con l'Università degli Studi di Torino per avvicinare giovani talenti e sistema produttivo. Il percorso ha formato 50 studenti, coinvolto 14 giurati e portato alla nascita di sei idee a impatto. Workshop, mentoring, validazione sul campo e presentazioni finali hanno accompagnato i partecipanti nello sviluppo delle proposte.
Tra i risultati anche la creazione di un database di talenti a disposizione delle aziende alla ricerca di nuove competenze. Un modo per affrontare due questioni centrali per il tessuto delle piccole e medie imprese italiane: il ricambio generazionale e la necessità di integrare nuovi profili professionali capaci di accompagnare l'innovazione.
Un secondo progetto ha portato l'Open Innovation Center a confrontarsi con uno degli ambiti più avanzati della ricerca scientifica. Il Life Science Innovation Open Day, organizzato il 26 maggio 2026 in collaborazione con 2i3T nell'ambito della Torino Future Week, ha riunito oltre 100 partecipanti, 40 startup espositrici e un programma di 12 ore continuative. Dalla ricerca biomedica alla creazione di nuove imprese, dall'accesso al capitale alla regolamentazione, fino alla certificazione e allo sviluppo industriale: la giornata ha rappresentato l'intera filiera delle scienze della vita. Un confronto che ha coinvolto università, investitori, aziende, enti pubblici e professionisti, creando occasioni di dialogo tra ricerca scientifica, finanza e industria.
Con Made in Italy Next, il centro ha invece affrontato il futuro delle filiere produttive italiane. Il 15 aprile 2026, in occasione della Giornata Nazionale del Made in Italy, 50 imprenditori e 20 studenti hanno partecipato a un cantiere intergenerazionale articolato in quattro tavoli di lavoro. Al centro del confronto le quattro dimensioni dell'identità produttiva italiana: identità, impatto, internazionalizzazione e innovazione. I partecipanti hanno discusso di sostenibilità, intelligenza artificiale, export, territori e nuove competenze, arrivando a elaborare otto istanze condivise. Un'esperienza che ha portato generazioni differenti a confrontarsi sulle trasformazioni del lavoro e sulla competitività delle imprese.
La misurazione dell'impatto è stata invece protagonista di U.CAN Impact, il programma promosso da Sellalab per individuare collaborazioni tra startup, PMI innovative e imprese consolidate capaci di produrre benefici economici, ambientali e sociali.
L'iniziativa ha raccolto 36 candidature, selezionato 24 progetti finalisti e individuato cinque vincitori. Con il contributo di Cottino Social Impact Campus e ISTUD Business School, il percorso ha valutato le esperienze secondo due prospettive complementari: l'impatto generato e il potenziale di mercato e scalabilità. L'obiettivo era superare una rappresentazione dell'innovazione limitata alle intenzioni, documentando collaborazioni già realizzate e rendendo riconoscibili i risultati ottenuti. Tra le realtà coinvolte figurano Riso Gallo, Alberto Marchetti e TransItalia.
Infine l'Impact Innovation Workshop ha portato l'innovazione direttamente all'interno del Gruppo Sella. Oltre 70 persone provenienti da otto società hanno lavorato in sei team, attraverso tre workshop e un Co-Innovation Day finale, per ripensare prodotti e servizi finanziari capaci di rispondere a bisogni sociali e ambientali. Il percorso ha generato 18 soluzioni: 12 proposte incrementali e sei proposte di innovazione radicale. Il lavoro ha combinato competenze, esperienze e sensibilità differenti, utilizzando scenari di futuro per affrontare problemi già riconoscibili nel presente.
Cinque iniziative che restituiscono altrettante funzioni dell'Open Innovation Center: sviluppare competenze, connettere filiere, contribuire al dibattito strategico, misurare l'impatto e generare innovazione applicata. È attraverso questi progetti che il centro ha dato una dimensione concreta alla collaborazione tra comunità.
La banca incontra l'ecosistema: i risultati dell'Area Torino. Il bilancio dei due anni riguarda anche il modo in cui la presenza dell'Open Innovation Center ha accompagnato l'attività bancaria sul territorio.
Nello stesso edificio convivono infatti spazi dedicati all'innovazione e alla collaborazione con la presenza quotidiana delle competenze finanziarie e consulenziali del Gruppo. Una prossimità che ha ampliato le occasioni di incontro con imprenditori, professionisti, investitori e clienti. Dalla gestione degli eventi alla memoria delle relazioni: il percorso compiuto nel biennio ha evidenziato anche un'altra trasformazione: con la crescita delle attività è aumentata la quantità di informazioni, esperienze e conoscenze generate dal centro. Ogni iniziativa ha prodotto contatti, documenti, bisogni emersi, competenze condivise e occasioni di collaborazione. Un patrimonio che non coincide con il numero degli eventi realizzati, ma con la possibilità di conservare e valorizzare ciò che gli incontri hanno generato. Da questa esigenza è nato OIC TO AI Squad, il progetto di gestione intelligente dell'Open Innovation Center basato su un sistema coordinato di agenti Copilot. L'iniziativa rappresenta uno degli sviluppi del modello emersi durante il biennio, con l'obiettivo di organizzare le informazioni, semplificare le attività operative e costruire una memoria condivisa delle relazioni.
Le prime componenti operative riguardano la verifica della completezza delle richieste di prenotazione, il controllo documentale e la reportistica periodica. Attività ripetitive che possono essere supportate dall'intelligenza artificiale, liberando tempo per l'accoglienza, l'ascolto e la costruzione delle collaborazioni. Il progetto prevede anche ulteriori modelli evolutivi, orientati alla conoscenza delle community, all'individuazione di organizzazioni complementari e alla continuità delle relazioni. In questo caso si tratta di sviluppi previsti, distinti dalle funzionalità già operative. Il principio alla base del sistema è mantenere centrale il ruolo delle persone. Le tecnologie possono ordinare i dati, riconoscere ricorrenze e suggerire possibili connessioni, mentre la comprensione dei bisogni, la valutazione delle opportunità e la costruzione della fiducia rimangono affidate alle competenze umane.
È un'evoluzione coerente con l'intuizione che aveva accompagnato l'apertura del centro: utilizzare la tecnologia non per sostituire le relazioni, ma per renderle più efficaci e continuative.