L'Opinione
12:46, 17 nov 2021

Se la pandemia cambia le scelte dei risparmiatori sugli investimenti SRI

Alessandro Marchesin
Alessandro Marchesin
Amministratore delegato Sella Sgr
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L'action zone della Cop26, svoltasi recentemente a Glasgow e dedicata sui cambiamenti climatici (Ian Forsyth/Getty Images)
L'action zone della Cop26, svoltasi recentemente a Glasgow e dedicata sui cambiamenti climatici (Ian Forsyth/Getty Images)

La decima edizione della Settimana SRI, il principale evento in Italia sulla finanza sostenibile, si è aperta con un approfondimento sui nuovi orientamenti dei risparmiatori, tra emergenza sanitaria e ripresa economica. Nel corso del convegno di apertura sono stati presentati i risultati della ricerca "Finanza sostenibile in tempo di crisi: la percezione dei risparmiatori", realizzata dal Forum per la Finanza Sostenibile in collaborazione con BVA Doxa.

Un lavoro che ha permesso di analizzare l'evoluzione del rapporto di risparmiatori e investitori con il mondo della sostenibilità, soffermandosi sulla loro percezione, sul loro approccio e, più in generale, sulle dinamiche che hanno portato l'avvicinarsi del pubblico a questa tipologia di tematiche.

Analizzando i dati dalla ricerca, abbiamo visto come negli ultimi anni l'attenzione dei risparmiatori e dell'opinione pubblica, inizialmente focalizzata principalmente sulle tematiche ambientali, si sia spostata verso tematiche sociali e di Governance, considerando la sostenibilità a livello globale. 
L'emergenza sanitaria e la conseguente crisi economica hanno infatti determinato una significativa evoluzione nei comportamenti e nelle abitudini degli individui e hanno innescato dei processi di cambiamento che sono tuttora in corso.

Nel periodo della pandemia, in particolare nei primi mesi in cui tutti stavamo prendendo le misure con un contesto completamente mutato, è stato di fondamentale importanza il rapporto diretto con le reti per comprendere la reazione dei risparmiatori: ci siamo resi conto che le persone, differentemente dal passato, prestavano molta più attenzione alla salute che ai soldi, e che questo avrebbe cambiato il modo di ragionare sugli investimenti sostenibili. 

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Nel periodo della pandemia ci siamo resi conto che le persone, differentemente dal passato, prestavano molta più attenzione alla salute che ai soldi, e che questo avrebbe cambiato il modo di ragionare sugli investimenti sostenibili. 

All'improvviso l'attenzione per la salvaguardia dell'ambiente è calata, spostando la priorità verso la tutela delle persone. Come ho avuto modo di sottolineare durante il convegno, per tanti anni non è bastato avere l'informazione che il pianeta fosse malato, è stato necessario prendere atto del fatto che noi ci stessimo ammalando per sentire un impulso maggiore ad essere sostenibili. Con la pandemia, infatti, ci siamo resi conto degli effetti negativi dello sfruttamento indiscriminato dell'ambiente naturale. In questo preciso momento c'è stato un cambio del mindset che ci ha portato a due ragionamenti: da un lato abbiamo capito che ciascuno di noi è legato all'altro e che quello che facciamo impatta sul prossimo, dall'altro ci siamo resi conto finalmente che i nostri comportamenti impattano sulla natura e ci tornano indietro.

Come Asset Manager abbiamo constatato che la percezione dei risparmiatori è cambiata portando ad una maggiore sensibilità per i risultati extra-finanziari. Nell'ambito di un gruppo bancario, infatti, la SGR ha un punto di osservazione privilegiato verso le reti, che consente di raccogliere sul campo le reazioni della clientela. 

In quel momento chi aveva già sviluppato un knowhow sostenibile è riuscito a combinare domanda e offerta, ricordando che non esiste solo la E (Environmental) dell'acronimo ESG ma ci sono anche la S (Social) e la G (Governance). Di fondamentale importanza è stato utilizzare strumenti di comunicazione qualificati e qualificanti, che consentissero ai distributori di cogliere le migliori opportunità di investimento in un contesto in cui non era più solo l'andamento dei mercati la principale preoccupazione degli investitori.

Siamo in una fase di transizione che porta con sé molti investimenti: il nuovo ciclo economico e il piano di rilancio dei Paesi portano effetti positivi sull'economia reale che non possono prescindere dalla sostenibilità. L'approccio all'investimento sostenibile però è mutato da una visione filantropica ad una più realistica: anche i clienti hanno capito che le aziende che pongono attenzione ai fattori ESG hanno maggiori prospettive di crescita. Un nuovo ciclo economico e i piani di rilancio di gran parte dei Paesi del pianeta traineranno l'economia reale fortemente legata ai settori dell'innovazione, del rinnovamento energetico, delle infrastrutture, della salute.

Anche il tema dell'engagement si è evoluto notevolmente in seguito all'emergenza sanitaria. Engagement significa monitorare in maniera attiva le aziende attraverso l'incontro, il dialogo e la conoscenza. Si tratta di un altro tema preesistente che è cambiato nel tempo soprattutto sotto due punti di vista: i metodi e i tempi. Per quanto riguarda il metodo, in qualità di Asset Manager si indagano come sempre i temi dei risultati, dei piani e delle strategie. Attualmente stiamo assistendo a un passaggio forte nell'indagare tutto quello che è ESG. In quest'ottica il tema della trasparenza e rendicontazione sono fondamentali non solo per i gestori, ma anche per le istituzioni. Per quanto riguarda i tempi, bisogna pensare di nuovo a quello che è successo con la pandemia. Grazie al cambio di comportamenti e alla digitalizzazione dei canali, l'engagement è diventato quotidiano, con la possibilità di incontrarsi più frequentemente e con un confronto più aperto. 

Possiamo dire che questo periodo particolare ha velocizzato la contaminazione tra le sensibilità delle diverse generazioni, contribuendo a diffondere una maggiore consapevolezza per l'agire più sostenibile.