Storie
11:29, 02 feb 2021

Torino: una visita a Palazzo Bricherasio, crocevia di storie suggestive

Visita guidata al palazzo di Via Lagrange che oggi ospita la sede di Banca Patrimoni Sella & C., conservando la sua vocazione artistico-culturale

Fabrizio Gremmo
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Palazzo Bricherasio a Torino, sede di Banca Patrimoni Sella & C. (Alessandra Chemollo)
Palazzo Bricherasio a Torino, sede di Banca Patrimoni Sella & C. (Alessandra Chemollo)
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Sotto una volta a cartigli sagomati e decorati da mazzi di rose notiamo un grande quadro a parete; è la copia di un dipinto del pittore biellese Lorenzo Delleani che raffigura la firma dell'atto costitutivo della FIAT, avvenuto proprio in questo palazzo nel luglio del 1899

Palazzo Bricherasio di Torino, fin dal Seicento, è stato un crocevia di storie affascinanti, con protagonisti famiglie e personaggi di grande rilevanza per la cultura e l'economia. Oggi il palazzo è sede di Banca Patrimoni Sella & C., la banca del Gruppo Sella specializzata nella gestione e amministrazione dei patrimoni della clientela privata e istituzionale, ma non ha perso la sua vocazione artistica e culturale. Immaginiamo perciò di varcare il suo portone d'ingresso, in via Lagrange, per una visita. 

Appena entriamo incontriamo due esedre che ospitano dal 2013 un intervento di grafica ambientale dello studio Tassinari/Vetta in collaborazione con la Fondazione Sella: due serie di piastrine rettangolari ancorate a parete con distanziatori, che rappresentano un'installazione dedicata al sistema d'inventariazione dei fondi documentari e fotografici della Fondazione, in particolare alle carte di Quintino Sella (personaggio che incontreremo ancora al primo piano del palazzo) e al vasto archivio fotografico di Vittorio Sella. 

Il fotografo, esploratore e alpinista compì numerose e pionieristiche ascensioni sulle Alpi dal 1879 e spedizioni in Caucaso, Alaska, Sikkim, Ruwenzori e Karakorum fino al principio del Novecento. Realizzò immagini fotografiche d'alto valore documentale e artistico i cui negativi sono in buona parte lastre di vetro 30x40 alla gelatina al bromuro d'argento. Per il loro trasporto su vette e ghiacciai, insieme alla grande camera oscura in legno su treppiede, faceva uso di un equipaggiamento complesso di contenitori, sacche da sella, portantine e zaini modificati per tutelarne la fragilissima materialità. 
 

Salendo il grande scalone monumentale del palazzo intuiamo la secolare successione di famiglie che qui hanno avuto dimora, a cominciare dai conti Solaro di Monasterolo provenienti dall'astigiano, in origine mercanti e grandi proprietari terrieri; nel Seicento, pur ricoprendo importanti incarichi ecclesiastici e militari, esercitavano proprio qui, nel palazzo di Torino, un'attività bancaria in embrione prestando denaro a interesse. 

Lo scalone monumentale del palazzo (Alessandra Chemollo)
Lo scalone monumentale del palazzo (Alessandra Chemollo)

Visitiamo ora gli ambienti al piano nobile, ed entriamo nella Sala delle Cineserie ove, fra stucchi dorati a rilievo, riquadri e sovrapporte dipinte, notiamo un copri-camino con placca in ghisa del 1636, data probabile del primo impianto dell'edificio già destinato a dimora signorile nell'allora Contrada dei Conciatori. Il suo decoro con nodo Savoia e gigli richiama la figura di Cristina di Francia, la Madama Reale divenuta reggente dopo la morte del consorte Vittorio Amedeo I, la quale acquistò l'intera area presso la place royale (attuale piazza San Carlo) promuovendo la costruzione della chiesa di Santa Cristina e del convento delle Carmelitane Scalze, che lei stessa aveva chiamato a Torino dalla Francia. I terreni lasciati liberi furono dal 1630 venduti a privati i quali realizzarono qui le proprie dimore, che forse fin da allora riunivano le funzioni di palazzi nobiliari e 'case da reddito', con botteghe e negozi affittati al piano terreno. 

Nella sala detta 'di Quintino Sella' notiamo un suo ritratto in abito nero, olio su tela di Francesco Folli con bella cornice intagliata e dorata di gusto toscano. Quintino Sella è certamente il più noto membro della famiglia Sella, dalla personalità poliedrica: ingegnere idraulico, inventò una macchina per separare i minerali di rame dalla magnetite; fu per tre volte ministro delle Finanze del giovane Regno d'Italia e introdusse l'impopolare imposta sul macinato, ma riuscì a ottenere il pareggio di bilancio; fu inoltre alpinista, e fondatore del Club Alpino Italiano. Coerente con uno stile di vita improntato a grande sobrietà, trovò alloggio a Torino in una semplice casa di via Carlo Alberto (angolo corso Vittorio Emanuele), non lontana da Palazzo Bricherasio, dal quale dista pochi passi anche l'antica dimora familiare di Camillo Benso conte di Cavour, che notò e apprezzò il giovane Quintino Sella sin dal suo debutto nell'attività politica. 

Un salotto richiama la nostra attenzione: sotto una volta a cartigli sagomati e decorati da mazzi di rose notiamo un grande quadro a parete; è la copia di un dipinto del pittore biellese Lorenzo Delleani che raffigura la firma dell'atto costitutivo della FIAT, avvenuto proprio in questo ambiente nel luglio del 1899 da parte di una decina di aristocratici, possidenti, imprenditori e professionisti torinesi. Al centro della scena è raffigurato Emanuele Cacherano di Bricherasio, il quale, con la sorella Sofia, aveva ereditato il palazzo già acquistato dal padre, il conte Luigi, nel 1855 e che dal quel momento porterà il loro stesso nome. 

L'iniziativa di avviare su scala industriale la produzione di automobili era venuta proprio a Emanuele Cacherano di Bricherasio che, con l'amico Cesare Goria Gatti, già aveva fondato l'ACI Automobile Club d'Italia. L'esperienza c'era: infatti, i due amici avevano costituito e finanziato la Accomandita Ceirano & C. che aveva realizzato alcuni esemplari della Welleyes, un'automobile costruita su base artigianale. Perché dunque non trasferire questa esperienza su scala industriale, imitando quanto accadeva nelle grandi fabbriche del Nord Europa? Coinvolti alcuni notabili disposti a investire, e ottenuto l'appoggio finanziario del Banco di Sconto e Sete di Torino, il gruppo si riunì dunque a Palazzo Bricherasio per sottoscrivere l'atto di "Costituzione della società anonima fabbrica italiana di automobili". E' interessante notare che il coinvolgimento del possidente Giovanni Agnelli pare fosse avvenuto solo all'ultimo momento, in sostituzione di un socio che il giorno prima decise di ritirarsi. La prima vettura costruita dalla Fiat fu il modello "3½ HP", copia della Welleyes, che fu prodotta in 8 esemplari nel corso del 1899. La storia cominciata in questo salotto di Palazzo Bricherasio 122 anni fa continua ancora oggi con una nuova svolta clamorosa, l'operazione Stellantis, che proprio in questi giorni sta portando alla nascita di un nuovo gruppo automobilistico, quarto a livello mondiale, dalla fusione di Fiat Chrysler Automobiles e Peugeot SA. 

Una delle sale al primo piano (Alessandra Chemollo)
Una delle sale al primo piano (Alessandra Chemollo)

Saliamo ora all'ultimo piano del palazzo, per ritrovare traccia dello 'studio di pittore' che Sofia Cacherano di Bricherasio, sorella di Emanuele, volle allestire per esercitare la propria passione per la pittura, circondandosi di maestri quali Lorenzo Delleani, ma anche di architetti quali Alfredo D'Andrade, scultori come Leonardo Bistolfi, o musicisti come Alfredo Casella. Allo scoccare del novecento quindi Palazzo Bricherasio è un vero crocevia di intellettuali, artisti e imprenditori che segnano con le loro opere il passaggio a una nuova epoca. Alla sua morte Sofia, rimasta unica erede, lasciò il palazzo alla Piccola opera della Divina Provvidenza, fondata da don Luigi Orione, la quale vi installò un istituto tecnico superiore per periti meccanici. 

Le testimonianze legate alla memoria dei due fratelli, Emanuele e Sofia, sono tutt'ora oggetto di ricerca e attenzione da parte della banca. Nel 2020 Banca Patrimoni Sella & C. ha ricevuto come generosa donazione un'importante raccolta di materiali documentari e fotografici relativi alla figura di Sofia Cacherano di Bricherasio. È stata portata a termine una prima fase di archiviazione del materiale, ovvero la sua schedatura. I documenti, di notevole importanza storica, saranno materiale di interesse per un prossimo convegno dedicato a Sofia ed Emanuele Cacherano di Bricherasio. 

Un dettaglio dello scalone monumentale (Alessandra Chemollo)
Un dettaglio dello scalone monumentale (Alessandra Chemollo)

Percorrendo gli altri ambienti del primo piano possiamo apprezzare gli attenti interventi di restauro conservativo che, dal 1994, furono condotti per volontà della famiglia Alessio, nuova proprietaria del palazzo, la quale ne fece la sede della Fondazione Palazzo Bricherasio, prestigioso polo espositivo con mostre di grande rilievo internazionale. Fra tanti allestimenti, resta certamente memorabile l'evento inaugurato il 10 ottobre 1998 da Christo e Jeanne-Claude e denominato Wrapped Floors and Stairway and Covered Window, con il quale i due artisti impacchettarono gli interni del palazzo, posando milleduecento metri quadrati di tessuto in cotone color avorio e ricoprendo scalini e balaustre dello scalone d'onore, pavimenti, camini e arredi delle cinque sale al piano nobile. 

Molte altre vicende, ne siamo sicuri, potrebbero emergere da ogni angolo di Palazzo Bricherasio, ma è tempo di riprendere il nostro commino, ripromettendoci di ritornare altre volte, approfittando dei giorni di apertura al pubblico che, in determinati periodi, Banca Patrimoni Sella & C. garantisce ai visitatori interessati a immergersi in questo contenitore di storie e di Storia.

Christo sale lo scalone di Palazzo Bricherasio a Torino durante la sua installazione del 1998
Christo sale lo scalone di Palazzo Bricherasio a Torino durante la sua installazione del 1998