Scenari
16:56, 07 dic 2021

Inflazione, per la Bce i prezzi torneranno a calare già l'anno prossimo

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Getty Images
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Il Sole 24 Ore - Radiocor

L'immagine dell'inflazione "in cima al dosso" utilizzata dalla presidente della Bce Christine Lagarde per cercare, per l'ennesima volta nelle ultime settimane, di gettare acqua sul fuoco sulle aspettative di inflazione, è stata l'argomento di maggiore dibattito tra gli addetti ai lavori e tra gli analisti nell'ultima settimana. Il tasso di inflazione nell'eurozona a novembre ha toccato i massimi da 25 anni su base tendenziale e il dato non lascia indifferente i mercati così come il record dal 1997 fatto segnare nell'area Ocse e il massimo da 13 anni che si è raggiunto in Italia per i prezzi al consumo.

La presidente della Bce, tuttavia, insiste: l'anno prossimo torneranno a calare sia i prezzi energetici che quelli delle materie prime (oggi in tensione per i colli di bottiglia nell'approvvigionamento a fronte del balzo della domanda mondiale) e ci sarà anche un effetto positivo dalla conclusione della comparazione su base annua della reintroduzione dell'Iva in Germania. Lagarde, soprattutto, insiste nel sottolineare le differenze con gli Usa (inflazione ai massimi da 30 anni dall'altro lato dell'Atlantico con il presidente della Fed Powell che dice che va rimosso l'aggettivo transitoria all'inflazione).

Il mercato del lavoro europeo, sostiene la banchiera centrale francese per spiegare la diversa situazione, non è nelle condizioni di quasi piena occupazione degli Stati Uniti: qui in Europa c'è un potenziale inespresso e le pressioni sui salari restano infatti contenute. Le parole di Lagarde, tuttavia, vengono criticate da qualche analista che vede il rischio si possa creare uno scollamento tra le affermazioni della numero uno di Francoforte e le azioni che prenderà la Banca. La conclusione annunciata del programma Pepp a marzo 2022 potrebbe comportare un restringimento delle condizioni finanziarie a meno che non venga compensato con una maggiore flessibilità del piano di acquisti App, quello già in essere prima dello scoppio della pandemia.

Secondo gli analisti si rischia ora di creare confusione: perché mai un programma di quantitative easing ad hoc per la crisi sanitaria dovrebbe essere rimosso mentre non si conoscono ancora gli effetti della variante Omicron? La linea dei falchi inizia a prendere il sopravvento nel Consiglio Direttivo? Luis De Guindos, il vice di Lagarde, appare più schietto quando afferma che le prospettive sull'andamento dei prezzi al consumo "non sono del tutto chiare" anche se segue la stessa linea di Lagarde quando si dice certo che i fattori che oggi spingono i prezzi al rialzo dovrebbero sparire nel corso del 2022.

Anche De Guidos, tuttavia, si lascia sfuggire il fatto che le sue certezze non siano granitiche: c'è il rischio che l'inflazione non scenda così rapidamente e di quanto avevamo previsto" afferma.  Di inflazione in cima al dosso parla di fatto anche l'Ocse che si aspetta un picco tra dicembre e l'inizio del 2022 per l'area dei paesi di sua competenza. Nell'area Ocse l'inflazione dovrebbe rallentare gradualmente e planare a circa il 3% entro il 2023.

"Nelle circostanze attuali - si legge nel rapporto previsionale pubblicato nei giorni scorsi - la cosa migliore che le banche centrali possono fare è solo aspettare che le tensioni sull'offerta diminuiscano e segnalare di essere pronte ad agire se necessario. Qualora i vincoli all'offerta dovessero persistere, mentre Pil e occupazione continuano a crescere rapidamente e ad alimentare aumenti più generalizzati dei prezzi, allora la maggiore pressione inflazionistica potrebbe durare più a lungo, destabilizzando le aspettative delle persone. Questo renderebbe necessario un intervento". I responsabili delle politiche monetarie - prosegue l'Ocse - dovrebbero comunicare chiaramente la misura in cui sarà tollerato l'overshooting dell'inflazione per aiutare a prevenire fluttuazioni eccessive sul mercato dei tassi di interesse".