L'Opinione
12:36, 22 ott 2020

Il Venture capital è l'investimento sul futuro

Luca Mannucci
Luca Mannucci
Responsabile investimenti di Sella Venture Partners SGR
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Sella Venture Partners SGR, società di gestione del risparmio del gruppo Sella dedicata agli investimenti nel mondo del Venture Capital, ha concluso in queste settimane la prima fase di raccolta del nuovo Fondo di Fondi dedicato a questo settore. Il fondo Sella Venture Partners Fund of Funds I è il primo del suo genere in Italia specializzato in investimenti in fondi di Venture Capital ed operativo esclusivamente sui mercati internazionali.

Ma come funziona il Venture Capital e quali sono le sue caratteristiche? Per spiegarlo forse è meglio partire dal concetto di Private Equity e fare un salto nel passato negli Stati Uniti. Per Private Equity si intende l'attività di investimento di capitale di rischio effettuato in società non quotate, normalmente imprese consolidate con già una storia operativa alle spalle. Il Venture Capital può essere considerato una nicchia, o meglio, un sottoinsieme del Private Equity in quanto vengono effettuati investimenti nelle fasi iniziali di imprese di recente costituzione o addirittura di idee imprenditoriali caratterizzate però da un alto contenuto tecnologico e da un fattore di crescita esponenziale. Si intuisce immediatamente la vocazione innovativa e orientata al futuro del Venture Capital, capace di identificare i nuovi trend e supportare le società che rivoluzioneranno il mercato e le nostre vite. Che cosa hanno in comune Apple, Instagram, Google, Amazon e Zoom? Oltre ad essere alcune delle più grandi società al mondo, sono società che hanno ricevuto il supporto di venture capitalist, che hanno intuito il potenziale di queste società prima di tutti gli altri e le hanno guidate nel processo di crescita fino a farle diventare le realtà che sono oggi. Questo è il Venture Capital: investire oggi guardando al futuro.

I capitali investiti nell'asset class del venture, finanziando startup o Pmi innovative, incorporano ovviamente un maggior rischio: da qui la denominazione di capitali di ventura. Proprio per la loro tipologia di investimento, in caso di successo restituiscono agli investitori rendimenti mediamente superiori a quelli di molte altre asset class. Un'altra importante caratteristica da evidenziare è che al trade-off rischio-rendimento, si aggiungono poi temi legati alla durata più lunga dell'investimento che vanno indicativamente dai cinque ai dieci anni. Si tratta quindi di un particolare strumento di investimento illiquido che si rivolge a un target di clientela specifico, che può comprendere investitori istituzionali e imprenditori, in grado di aspettare pazientemente la maturazione dell'investimento e accettare il rischio di poter incorrere nella perdita del capitale investito. 

Questa tipologia di investimento non è nuova per il Gruppo Sella, ma è una strategia che viene perseguita da molto tempo, addirittura dal 2000 quando Banca Sella ha investito con il fondo Jupiter, uno dei primi fondi di venture capital in Italia, che fu gestito dal nostro gruppo e che diede agli investitori degli ottimi ritorni. Negli anni il nostro gruppo ha continuato a investire in questo ambito sia in startup come Talent Garden, Credimi e Prestiamoci, sia in fondi venture italiani e internazionali di successo, come United Ventures, P101, PrimoMiglio, LeadEdge, DN Capital, Endeavor, Knighstbridge. La stessa "nostra" Hype è nata da questo ecosistema.

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Il venture Capital possiamo considerarlo come un sottoinsieme del private Equity in quanto si riferisce ad operazioni di sviluppo di imprese nuove o di recente costituzione o addirittura di idee imprenditoriali caratterizzate però da un alto contenuto tecnologico e da un fattore di crescita esponenziale

Il Venture Capital, come detto, è per sua natura rischioso e proprio per far fronte alla rischiosità intrinseca degli investimenti, Sella Venture Partners SGR ha lanciato un fondo di fondi, che riduce al minimo le probabilità di perdita totale o parziale del capitale, grazie ad una diversificazione geografica e per vintage di investimento. Altro aspetto degno di nota è legato al fatto che SVP FoF I avrà nel suo portafoglio circa venti fondi internazionali e, conseguentemente, sarà esposta verso oltre 500 startup, che permetteranno a Sella Venture Partners di offrire ai propri investitori una diversificazione inarrivabile per i singoli fondi. La combinazione di queste caratteristiche permettono così di ridurre l'alta volatilità tipica del settore e di generare performance elevate dando all'investimento un carattere più conservativo.

La prima fase di collocamento ha raccolto oltre 30 milioni di euro, anche grazie all'accordo di distribuzione con le due banche del Gruppo, Banca Sella e Banca Patrimoni Sella & C., e ha visto una significativa partecipazione sia di investitori istituzionali sia di singoli imprenditori di rilievo nel mercato domestico. Parte ora la seconda fase di raccolta che ha come obiettivo il raggiungimento della dimensione target del Fondo pari a 100 milioni di euro.
Il fondo è operativo principalmente sul mercato internazionale, parliamo di America del Nord Europa, e, come mostrato precedentemente, consente una buona diversificazione e una contenuta volatilità dell'investimento.  Si tratta di un prodotto dedicato alla clientela istituzionale e private che guarda con sempre maggiore interesse, anche se prudente, agli investimenti alternativi nell'ambito del private capital. Ovviamente con una maggiore dilatazione delle scadenze a medio e lungo periodo. 

E se la crisi legata al covid-19 inevitabilmente avrà implicazioni nel breve termine, i fondamentali però del Mercato del venture rimangono solidi nel medio-lungo termine. Molti si staranno domandando perché conviene investire ora nel Venture Capital: la risposta è presto detta. Storicamente gli investimenti nel Venture Capital durante le crisi finanziarie hanno avuto un extra rendimento rispetto agli investimenti nel mercato azionario. Questo non vuol dire che sarà immune dalla crisi, ma che saprà generare performance superiori rispetto agli altri mercati nel medio-lungo termine. Infatti, i fondi di VC hanno registrano performance più elevate quando hanno investito nel nadir di una recessione o nelle fasi iniziali della ripresa, cioè in quelle situazioni dove i multipli sono più bassi e la concorrenza è minore. La tecnologia e l'innovazione aiuteranno infatti l'economia globale a superare l'incertezza e la crisi di questi mesi. Ricordiamoci infatti che molte startup di successo che oggi conosciamo come Facebook, Google, LinkedIn e Netflix, sono state create proprio in tempi di crisi. Società che adesso stanno mostrando la loro vitalità. L'innovazione tecnologica rimarrà sicuramente un fattore di produttività per i consumatori e le imprese e uno dei motori alla base della creazione di valore.