Scenari
15:16, 22 mar 2021

Il paese più felice al mondo? È la Finlandia. L'Italia guadagna tre posizioni

Il rapporto World Happiness Report rileva una sorprendente resilienza della percezione del benessere nell'anno della pandemia grazie a coesione sociale. L'italia si colloca al 25esimo posto

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Persone nel centro di Helsinki (Marco_Piunti / Getty Images)
Persone nel centro di Helsinki (Marco_Piunti / Getty Images)

Il Sole 24 Ore - Radiocor

La Finlandia, l'Islanda e la Danimarca sono i paesi "più felici al mondo" nell'anno della pandemia. Questo il risultato di un'indagine che misura il benessere generale percepito dalla popolazione: il World Happiness Report giunto alla nona edizione. Il rapporto che si basa in gran parte sulle indagini campionarie del Gallup World Poll (l'indagine più completa e di maggior portata al mondo), registra la media dei dati dell'ultimo triennio ma per il 2020, visto l'anno eccezionale, ha voluto testare le valutazioni della popolazione per un solo anno con risultati che hanno mostrato una resilienza "quasi sorprendente".

Nonostante i milioni di morti e i miliardi di persone scosse nel profondo dalla pandemia e sebbene ci siano stati aumenti significativi della tristezza e della preoccupazione "abbiamo scoperto - si legge nel rapporto - che le valutazioni complessive della vita e le classifiche di felicità sono risultate sorprendentemente stabili". I paesi ai vertici della classifica prima della pandemia sono rimasti agli stessi posti nel 2020, quindi con poche variazioni nel ranking complessivo. "Una possibile spiegazione" afferma John Helliwell, docente di economia canadese tra gli autori del rapporto, "è che la gente vede il Covid-19 come una minaccia comune ed esterna, che tocca chiunque e che ha generato un maggior senso di solidarietà ed empatia".

I paesi al top nel World Happiness Report avevano già livelli più elevati di fiducia e livelli più bassi di disuguaglianza, due elementi che li hanno aiutati a mantenere bassi i tassi di mortalità e alta coesione sociale, e quindi a mantenere le loro posizioni favorevoli. Per l'Italia la classifica che considera solo il 2020 la vede in risalita al 25esimo posto dal 28esimo in cui era collocata con i dati del triennio 2017-2019 (ante Covid) ma resta sempre al 28esimo posto se si considera, invece, la media dell'ultimo triennio (2018-2020).

A dare il punteggio sono un insieme di indicatori: il pil procapite, la salute, il sostegno sociale, l'aspettativa di vita, la libertà, la generosità e la fiducia. Proprio la fiducia nelle istituzioni pubbliche porta il rapporto ad una conclusione importante: il minore impatto in termini di morti della pandemia. "Le società con una maggiore fiducia nelle istituzioni pubbliche e una maggiore parità di reddito - si legge - hanno dimostrato di avere più successo nella lotta contro il Covid. La strategia di maggior successo è stata infatti, quella di portare a zero la trasmissione della comunità e di mantenerla. I paesi che lo hanno fatto hanno salvato vite e realizzato società ed economie più aperte alla fine del 2020. È probabile che questo li aiuti a essere società più felici nel 2021 e oltre.

Una notazione particolare va fatta per i paesi asiatici: la loro esperienza con pandemie precedenti, come la Sars, li ha aiutati a scegliere da subito la strategia giusta con contenimenti e tracciamenti del virus. "Dobbiamo urgentemente imparare la lezione che ci ha dato il Covid - dichiara Jeffrey D. Sachs, presidente di United Nations Sustainable Development Solutions Network, l'ente che pubblica il rapporto. "La pandemia ci ricorda tutte le minacce ambientali che ci affliggono, l'urgente necessità di collaborare e le difficoltà di ottenere tale collaborazione in ogni singolo Paese e globalmente. Il World Happiness Report 2021 ci ricorda che dobbiamo lavorare per il benessere piuttosto che per la mera ricchezza, che sarà davvero precaria se non miglioriamo il nostro modo di gestire la sfida dello sviluppo sostenibile".