Scenari
11:04, 09 nov 2021

Famiglie italiane sempre più attente a diversificare le proprie attività finanziarie

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Getty Images
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Il Sole 24 Ore - Radiocor

Negli ultimi dieci anni le famiglie italiane hanno aumentato le attività finanziarie che consentono di diversificare il rischio: fondi comuni e riserve assicurative e previdenziali. Il peso di queste attività nel decennio 2008-2019 è salito in tutto il Paese, in un intervallo compreso tra poco più del 16% nel Nord Ovest e quasi il 20% nel Nord Est. Nel corso dell'ultimo decennio la quota dei titoli azionari si è mantenuta nel complesso stabile al Nord ma si è ridotta al Centro e nel Mezzogiorno; quella relativa ai titoli di Stato e obbligazionari ha continuato a scendere ovunque.

L'analisi, quasi al microscopio, è quella che realizzano le Filiali della Banca d'Italia sul territorio e che vengono condensate nella ricerca della Banca ¿L'economia delle regioni italiane'. Il lavoro contiene innanzitutto una prima stima sulla ricchezza totale netta delle famiglie. Questa viene calcolata dagli economisti delle Filiali prendendo il valore delle attività finanziarie e reali al netto delle passività. L'anno scorso si stima quindi che sia aumentata a 8,6 volte il reddito disponibile lordo, soprattutto per il calo di quest'ultimo a seguito della pandemia.

Per l'analisi a livello territoriale, invece, bisogna riferirsi ancora al 2019, anno sul quale ormai si sono consolidati i dati e vi sono certezze. La prima è che la ricchezza totale netta nel Mezzogiorno era pari a 6,9 volte il reddito. Guardando al decennio 2008-2019, poi, la ricchezza è lievemente cresciuta in tutte le macroaree ad eccezione del Centro, dove la riduzione del valore della componente reale non è stata compensata dall'aumento di quello delle attività finanziarie. La ricchezza reale, prevalentemente costituita dalle abitazioni, rappresenta una quota consistente della ricchezza totale lorda delle famiglie, compresa tra il 52,2% nel Nord Ovest e il 64,1% nel Mezzogiorno.

La lente di ingrandimento della Banca d'Italia sulla ricchezza finanziaria delle famiglie mostra una loro crescita come effetto anche della pandemia per il maggior risparmio precauzionale. "Secondo nostre stime - si legge - nel 2020 le attività finanziarie nette sono aumentate del 3,6%, sospinte dall'incremento del risparmio; la crescita è proseguita anche nel primo semestre del 2021". Gli economisti delle Filiali di via Nazionale aggiungono che nel 2019 (anno, ricordiamo, per il quale si hanno numeri stabilizzati) le attività finanziarie al netto delle passività finanziarie sono cresciute oltre il 7% a circa tre volte il reddito disponibile. L'incremento è stato determinato in prevalenza dal rialzo dei prezzi dei titoli ed è stato più marcato al Nord. In quest'area, si nota, la quota di strumenti maggiormente esposti alle variazioni dei prezzi di mercato, quali azioni e partecipazioni, è superiore alle altre aree del Paese. Nel Centro e soprattutto nel Mezzogiorno, invece, il peso delle attività finanziarie più liquide rimane più elevato di quello della media nazionale.

Nel 2020, come è noto, con la pandemia è accelerata la propensione al risparmio degli italiani e quindi un incremento della liquidità nei depositi bancari. A questo riguardo la ricerca della Banca d'Italia sulle economie regionali offre una nuova chiave di lettura: "L'andamento dei depositi suggerisce che gli effetti economici dell'epidemia non abbiano eroso le riserve di liquidità del complesso delle famiglie, grazie anche all'accresciuta propensione al risparmio e alle misure pubbliche di sostegno". La conseguenza è interessante: "le risorse accumulate potrebbero sostenere i consumi, nella fase di ripresa, e il servizio del debito al progressivo esaurirsi delle moratorie sui finanziamenti".