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Eureka: la scuola che insegna ai bambini a "sognare in grande"

Eureka: la scuola che insegna ai bambini a
Alcuni banbini dell'Eureka School

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Lavanya oggi ha 23 anni e quando ripensa alla Eureka School, la prima cosa che le viene in mente è quella volta in cui ha interpretato il ruolo di una dottoressa durante la recita scolastica. Non è un caso, perché al termine di quest'anno, quando avrà terminato il master in medicina all'Università Haybusak di Yerevan, in Armenia, Lavanya sarà davvero una dottoressa. Un successo tutt'altro che scontato se si considera che Lavanya proviene da Anaicut, modesto villaggio del Tamil Nadu, uno stato indiano in cui, secondo le statistiche ufficiali, le popolazioni rurali non hanno accesso a un'istruzione di qualità e la metà dei bambini non completa nemmeno il ciclo elementare. D'altronde Lavanya ci ha raccontato che alla Eureka School le hanno insegnato, innanzitutto, a "sognare in grande" e ad impegnarsi al massimo per trasformare i suoi sogni in realtà.


"Abbiamo bisogno di speranza"
Sono oltre 600 i bambini e le bambine che dal 2006, anno della sua fondazione, hanno frequentato la Eureka School, la scuola modello supportata dal gruppo Sella che in 18 anni è diventata un punto di riferimento per le comunità locali, fornendo un'educazione gratuita e di qualità.

La fondazione della scuola risale al periodo successivo al terribile tsunami che il 26 dicembre 2004 devastò diverse aree costiere dell'India, dell'Indonesia e di altri stati che si affacciano sul Golfo del Bengala. Il nostro Gruppo, che proprio in quegli anni cominciava la sua avventura in India, si mobilitò subito e, grazie a tutti i contributi raccolti fu presto possibile sopperire ai bisogni di prima necessità della popolazione locale.

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"Passata l'emergenza, chiedemmo alle persone di che cosa avessero bisogno e ci risposero che a loro serviva speranza", ricorda Giada Bono, che ha lavorato per il gruppo Sella per 23 anni (molti dei quali in India) e che, sin dall'inizio, si è occupata in prima persona di questo progetto. "Capimmo che era necessario pensare ad un intervento di lungo periodo che riattivasse le comunità. Per questo ci siamo orientati sull'educazione e sulla costruzione di una scuola che diventasse il centro pulsante di una comunità intera. Non solo una scuola, ma un vero e proprio community center che prevedesse iniziative per gli ex alunni, le loro famiglie e tutti i soggetti attivi del territorio".

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"Al sorriso di un bambino non ci si abitua mai"
Il Progetto della scuola venne realizzato in collaborazione con Aid India, un'organizzazione senza scopo di lucro con sede a Chennai che, da sempre, sostiene il cambiamento sociale e lo sviluppo delle comunità favorendo un'istruzione di qualità per tutti i bambini. 

In questi 18 anni, il gruppo Sella è stato parte attiva di innumerevoli iniziative volte a finanziare le attività della scuola, spesso grazie al coinvolgimento diretto dei propri dipendenti. I colleghi indiani hanno messo a disposizione le proprie conoscenze per gli alunni e le loro famiglie, hanno organizzato eventi o collette per raccogliere fondi. I colleghi italiani hanno sostenuto il percorso formativo di centinaia di bambini, attraverso le adozioni a distanza o partecipando alle iniziative di beneficienza. Un aiuto che ha permesso ad Eureka di ampliare di volta in volta le sue iniziative: laboratori, gite, sport, programmi culturali e di scambio con altre scuole. 

Per i colleghi italiani che viaggiano in India per lavoro, la visita alla scuola è una tappa fissa. Come nel caso di Alessandro Colombo che ha visitato la scuola nel 2011: "È stata una esperienza che mi ha dato molto e mi ha fatto capire quanto le piccole azioni di singole persone possano davvero contribuire a rendere migliore il nostro mondo". Oppure come Gianluca Frascino che è stato alla Eureka poche settimane fa: "L'amore e la passione di chi guida la scuola è tangibile. Quando ho incrociato gli occhi dei bimbi mi sono ricordato di cosa è veramente importante: mi sono emozionato e, vedendoli così felici, mi sono chiesto perché noi spesso facciamo così fatica ad esserlo. Anche i colleghi indiani erano emozionati: alla felicità e al sorriso di un bambino non ci si abitua mai".

Ridefinire le regole dell'educazione tradizionale
Il clima che si respira alla Eureka School è una conseguenza diretta del suo modello educativo. Un modello ambizioso che spinge i bambini a raggiungere il loro pieno potenziale. Gli insegnanti non solo aiutano i bambini a sviluppare le loro competenze scolastiche ma lavorano molto per rafforzare la loro fiducia al fine di renderli consapevoli che possono raggiungere qualsiasi obiettivo e risultato. 

Le lezioni sono in lingua inglese e sono organizzate in modo da essere interattive e coinvolgenti. Il metodo collaborativo, che si sviluppa attraverso attività pratiche e di gruppo, punta all'acquisizione di competenze e non prevede esami o voti, bensì premi ed incentivi. Il metodo è così rivoluzionario da "ridefinire le regole" dell'educazione tradizionale, come recita il titolo di un avvincente video divulgativo sulla scuola realizzato qualche anno fa.

Un metodo che attribuisce molto valore alle esperienze extracurriculari e che coinvolge le insegnanti, le famiglie degli alunni e le comunità intere nei percorsi di crescita. Un metodo che, in linea con la suggestiva filosofia ciclica della cultura indiana, vede nelle celebrazioni il punto finale e, allo stesso tempo, di ripartenza, di ogni progetto. 

"La nostra soddisfazione maggiore è l'aver dimostrato che tutti i bambini hanno delle potenzialità, delle doti che, se ben guidate, possono dare grandi risultati. Vedere insegnanti sempre presenti e partecipi e bambini che fanno chilometri per andare a scuola e che imparano in un contesto in cui l'educazione non è sicuramente una priorità, è una vittoria dell'essere umano. Il lavoro da fare è tantissimo e i costi sono aumentati, ma siamo intenzionati ad andare avanti, non ci ferma nessuno", aggiunge Giada Bono.

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"Con le competenze acquisivamo anche fiducia in noi stessi"
Che il metodo dell'Eureka School funzioni lo dimostrano le tante scuole che si stanno ispirando al suo modello per migliorare la loro offerta formativa. E lo dimostrano i numeri di questi 18 anni, i 90 ex alunni che ad oggi studiano alle scuole superiori e i 50 che frequentano l'università.

Come Hemanth, 22 anni, che è stato fra i primi a frequentare la Eureka School nel 2007 e oggi si paga gli studi in ingegneria lavorando nel reparto di manutenzione di un'azienda. "Associo gli anni della Eureka School al divertimento", ci dice: "Imparare era divertente e con le competenze acquisivamo anche fiducia in noi stessi".  O come Swetha, che si è diplomata in informatica e oggi è impiegata presso un ufficio governativo di Chennai. "Alla Eureka School mi hanno insegnato che avrei potuto imparare qualsiasi cosa se mi fossi impegnata a fondo, per questo ho intenzione di continuare a studiare e ad aggiornare le mie competenze", ci ha raccontato. Dilliganesh oggi è un informatico e ama la matematica. "Mi sento fortunato ad aver studiato alla Eureka School", ci dice: "Gli insegnanti mi hanno trasmesso la passione per i numeri e mi hanno fatto capire che tutto si può imparare se viene trasmesso con passione". 

Nei giorni scorsi, il gruppo Sella ha deliberato una nuova donazione per adeguare i locali della scuola alle ultime normative previste dal governo indiano per le strutture scolastiche. Allo stesso tempo sta lanciando una nuova iniziativa di solidarietà fra i suoi dipendenti per proseguire quel cammino di collaborazione cominciato 18 anni fa e mantenere forte il legame fra le persone che da sempre caratterizza questo progetto. "Al di là dell'impegno istituzionale del Gruppo", ci racconta Marco Carminati, responsabile Sostenibilità di Sella, "quello che ha veramente fatto la differenza in tutti questi anni è stato il coinvolgimento dei colleghi, sia in Italia che in India. Questa partecipazione è alla base del vero successo dell'iniziativa ed è, allo stesso tempo, la miglior garanzia per il suo proseguimento nel futuro".

Intanto, a quasi 5000 km di distanza da casa, Lavanya sta preparando gli ultimi esami che la separano dal suo sogno di diventare una dottoressa. È un po' ansiosa certo, non capita tutti i giorni di realizzare un sogno così grande. Ma non ha paura, perché alla Eureka School quando era piccola, tra le altre cose ha imparato a non temere le valutazioni e che l'importante per prepararsi al meglio per gli esami della scuola, e della vita, è impegnarsi e avere fiducia in sé stessi. E non mollare, mai.