Scenari
10:27, 22 dic 2021

Crescono i pagamenti digitali in Italia, un mercato da circa 40 miliardi di euro

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Karl-Josef Hildenbrand/picture alliance via Getty Images
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Il Sole 24 Ore - Radiocor

Continua a crescere il mercato dei pagamenti elettronici in Italia. Lo scorso anno, su un totale di pagamenti di quasi 246 miliardi, a fronte di un rallentamento di quelli tradizionali per la pandemia, si è registrato un aumento delle transazioni digitali per un controvalore stimato di circa 40 miliardi (+7,1% la crescita media annua nel triennio 2018-2020).

Secondo un'analisi dell'area studi di Mediobanca, la maggior parte di questi pagamenti sono stati effettuati con strumenti prepagati, la cosiddetta moneta elettronica che alla fine del 2020 registrava una stock in circolazione di 11,4 miliardi con un incremento del 28% sull'anno precedente. Una crescita chiaramente favorita dal calo di acquisti fisici nei negozi causa pandemia e dall'impennata dell'e-commerce. La cifra degli acquisti online pari a 7,3 miliardi (+40%) è da attribuire agli istituti di moneta elettronica (in Italia ce ne sono 11 che hanno sede legale nel Paese), mentre gli altri 4,1 miliardi riguardano le banche (+8,6%). La riduzione dell'uso del contante in Italia nel 2020 non deve però ingannare, visto che è ancora molto rilevante ed ha un costo che la Banca d'Italia ha quantificato in 7,4 miliardi annui (pari allo 0,45% del Pil) che pesa molto sulla competitività del Paese.

L'analisi mostra che il mercato italiano dei pagamenti digitali ha un grande potenziale di crescita, anche per la bassa penetrazione delle transazioni con carta e l'elevata dotazione infrastrutturale di cui è fornito il Paese. In Italia, in effetti, nel 2020, si sono registrate 125 transazioni cashless pro-capite che ci mettono tra i fanalini di coda in Europa, dietro la Grecia (155) e davanti solo a Malta, Bulgaria e Romania. Nella parte alta della classifica ci sono i paesi nordici: Danimarca (590), Finlandia (543) e Svezia (537). Anche le grandi economie dei paesi partner sono molto più avanti: 341 transazioni pro-capite cashless in Francia e 311 in Germania. Tornando al mercato italiano, lo scorso anno è stato caratterizzato dall'exploit dei pagamenti mobili.

Secondo i dati di Mediobanca, i pagamenti con smartphone da remoto hanno raggiunto il 75% (dal 69%) del totale, seguono i pagamenti con tablet - mobile commerce - e le operazioni via smartphone in prossimità arrivano a un 5%. Queste ultime, in particolare, sono destinate a crescere rapidamente, e in prospettiva toccheranno una 'fetta' del 24% di questo mercato entro il 2025.

Nel mondo dei pagamenti italiani c'è poi una nicchia delle paytech innovative che stanno crescendo. Sono una cinquantina, in maggioranza del Nord-Ovest e specialmente in Lombardia (21) e lo scorso anno hanno generato un giro d'affari complessivo di 240 milioni. I servizi a valore aggiunto, i Pos innovativi e le soluzioni di pagamento sono i sotto comparti che assorbono la maggior parte dei ricavi (circa l'87%). Dall'analisi dei bilanci del 2020 di queste paytech innovative emerge che non si è ancora raggiunta una redditività positiva ma la situazione è in netto miglioramento. Lo scorso anno hanno registrato una redditività positiva sia le aziende innovative che operano nelle soluzioni di pagamento, ossia le soluzioni e-commerce per gli esercenti e i servizi per i pagamenti digitali, sia quei player presenti sul mercato con i Pos innovativi. Per capire che si tratta ancora di una nicchia basta dare un termine di paragone: nel mondo il giro d'affari complessivo delle 25 big paytech internazionali ha prodotto l'anno scorso un giro d'affari complessivo di 140 miliardi di euro. Per big si intendono gruppi con ricavi superiore al miliardo di euro: si tratta di un mercato dominato dalle paytech Usa, ai primi dieci posti della classifica che include anche 8 europee e due sudamericane.