Scenari
14:51, 15 feb 2021

Commissione Ue: fiducia sulle prospettive dell'Eurozona, riviste le stime per il 2021 e il 2022

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La presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen al Parlamento Europeo (Anadolu Agency / Getty Images)
La presidente della Commissione Ue Ursula Von der Leyen al Parlamento Europeo (Anadolu Agency / Getty Images)

Il Sole 24 Ore - Radiocor

La Commissione europea riduce la stima sulla severa recessione dell'Eurozona nel 2020 e modifica le stime sulla ripresa del 2021 e 2022 anche per l'Italia che tuttavia alla fine del biennio non avrà ancora recuperato, così come la Spagna il livello del prodotto che aveva a fine 2019, prima dello scoppio della pandemia. Questo elemento e le parole pronunciate alla fine della scorsa settimana dal Commissario all'Economia Paolo Gentiloni fanno presagire che la sospensione del patto di stabilità possa essere prolungata almeno per tutto il 2022.

Per l'Italia la recessione dello scorso anno avrà alla fine un consuntivo del -8,8% (da oltre il 10% stimato nel periodo peggiore della crisi) e la ripresa del Pil sarà del 3,4% e del 3,5% nel biennio '21-'22. La media dell'Eurozona, tanto per cambiare sarà più alta: +3,8% per entrambi gli anni (a novembre la previsione era rispettivamente +4,2% e +3 per cento) ed anche la recessione nell'area sarà meno profonda: -6,8% sarà alla fine il consuntivo secondo i tecnici della squadra guidata da Paolo Gentiloni rispetto alla previsione di novembre che indicava una caduta del prodotto del 7,8 per cento.

Il fattore rilevante che emerge dalle nuove previsioni della Commissione guidata da Ursula von der Leyen, è il fatto che a fine 2021 solo undici Stati avranno cancellato gli effetti della pandemia dal Pil e saranno risaliti quindi ai livelli di fine 2019 mentre, tra gli altri in affanno, due big come l'Italia e la Spagna (rispettivamente la terza e la quarta economia dell'area) risaliranno dal 'burrone' provocato dal Covid-19 solo a fine 2022. È questo l'argomento forte, sottolineato anche da Gentiloni, che potrebbe togliere voce al partito dei 'falchi' della disciplina fiscale, ansiosi di riprendere l'azione per far scendere il debito degli Stati membri e dare, invece, ulteriore sostegno ai fautori alle politiche pubbliche di rilancio, in deficit, delle economie prorogando così per almeno un altro anno la clausola di sospensione delle regole del patto di stabilità. L'unico modo per non mettere a repentaglio il consolidamento, e quindi la sostenibilità, della crescita economica di tutta l'area.

Il prodotto interno lordo della Ue e dell'Eurozona a fine 2022, hanno fatto notare i tecnici a Bruxelles, resterà ancora per circa quattro punti percentuali al di sotto delle previsioni comunitarie formulate prima del Covid-19. Tornando alle stime della Commissione si nota anche una cauta ripresa dell'inflazione. Nell'Eurozona si prevede un consuntivo positivo per il 2020 a +0,3% mentre per quest'anno l'indice dei prezzi al consumo dovrebbe registrare un incremento dell'1,4%, con un +1,3% atteso nel 2022. Si tratta di livelli che certamente ancora non potranno soddisfare la Bce. Per l'Italia la stima è di un ritorno in territorio positivo dei prezzi quest'anno dopo il -0,1% del 2020. L'incremento dei prezzi al consumo nel Paese è stimato pari allo 0,8% quest'anno e +0,9% l'anno prossimo, un livello nettamente inferiore a quello medio dell'Eurozona; un problema in più per chi ha il compito di stimolare il rilancio della crescita in Italia.